• L'uragano Ida ha abbattuto le linee di trasmissione e distribuzione nella Louisiana. Scott Olson / Getty Images

Mai più senza corrente durante un disastro naturale

L'uragano Ida offre l'ultimo promemoria della necessità di ricostruire rapidamente sistemi in grado di resistere a eventi sempre più estremi.

di James Temple 04-09-21
Il riscaldamento globale sta evidenziando in una serie di modi diversi che le infrastrutture negli Stati Uniti sono state costruite per le condizioni climatiche del passato. L'uragano Ida, turbocompresso da acque insolitamente calde nel Golfo del Messico, ha fatto sprofondare New Orleans nell'oscurità dopo aver messo fuori uso tutte e otto le linee di alta tensione in città.

Questo e altri danni al sistema elettrico hanno lasciato più di un milione di cittadini senza elettricità in tutta la regione, che è alle prese con le conseguenze della tempesta e le temperature torride. L'utility principale, Entergy New Orleans, ha affermato che potrebbero volerci settimane per ripristinare completamente il servizio.

Ida segue le ondate di calore da record nel Pacifico nord-occidentale a giugno, durante le quali l'aumento della domanda di elettricità ha fatto andare in tilt il sistema in alcune aree e ha costretto i servizi pubblici a interrompere il servizio per prevenire problemi peggiori. Ciò, a sua volta, ha seguito da vicino le interruzioni di elettricità in Texas che hanno lasciato quattro milioni di persone al freddo per giorni a febbraio, poiché le temperature rigide hanno creato un aumento della domanda e congelato i pozzi di gas naturale e le tubature.

Infine, in California, i servizi pubblici hanno iniziato a chiudere le linee elettriche quando aumentano i venti forti e il rischio di incendio, nella speranza di impedire a una linea abbattuta di scatenare un altro inferno mortale come il Camp Fire che ha quasi distrutto la città di Paradise. Ognuno di questi disastri, aggravato o reso più probabile dai cambiamenti climatici, ha minato i nostri sistemi elettrici in diversi modi: creando picchi di domanda, mettendo fuori servizio le centrali elettriche e disattivando le linee di trasmissione.

Ogni problema richiede soluzioni diverse e costose, ma con un obiettivo comune: costruire un sistema di generazione e erogazione di energia avanzato, robusto e interconnesso, in grado di garantire l’elettricità di fronte a eventi meteorologici estremi sempre più comuni e gravi. La perdita di potenza durante le ondate di calore, le tempeste invernali, le inondazioni e gli incendi non è solo un inconveniente. Molto spesso è una questione di vita o di morte.

E’ necessario rendere le centrali elettriche resistenti alle intemperie per mantenerle operative in sicurezza sia in condizioni di caldo torrido che di gelo, aggiornare le reti con sensori e software che aiutino gli operatori a prevedere ed evitare problemi, sviluppare una gamma più diversificata di fonti di elettricità, nonché uno stoccaggio di energia di gran lunga maggiore, per garantire che ci sia energia sufficiente per mantenere le case e le aziende online al di là delle condizioni meteorologiche. Infine dobbiamo collegare insieme i nostri sistemi scricchiolanti e frammentati per migliorare l’interazione tra le nostre centrali elettriche e le torri e le linee che forniscono elettricità ovunque sia necessario.

Oltre a tutto ciò, gli Stati Uniti potrebbero aver bisogno di costruire più microreti per fornire elettricità a livello locale in caso di disastri, linee interrotte o interruzioni più significative. Potrebbe anche essere necessario interrare più linee elettriche per garantire che non provochino incendi o cadano durante forti tempeste.

La buona notizia è che il pacchetto infrastrutturale da 1 trilione di dollari in discussione al Congresso degli Stati Uniti include denaro e politiche che potrebbero stimolare lo sviluppo di una moderna rete. Inoltre, i servizi pubblici in stati come la California e altre regioni stanno adottando misure per interrare le linee, aumentare la produzione, migliorare lo stoccaggio e rafforzare in altro modo le loro reti.

La cattiva notizia è che, anche se dovesse passare, migliorare significativamente la resilienza delle nostre reti richiederà comunque un'enorme quantità di investimenti privati, un lungo elenco di approvazioni pubbliche e molto tempo. Inoltre, anche questi piani non saranno abbastanza per stare al passo con le crescenti tensioni che i cambiamenti climatici imporranno ai nostri sistemi elettrici nei prossimi decenni e i pericoli che rappresenteranno per le persone.

(rp)