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    Sempre più difficile colmare il divario USA-Cina

    Per quanto le società tecnologiche abbiano a lungo mediato tra le due superpotenze, il caso di WeChat e TikTok rende manifesto il perdurante conflitto sul futuro della tecnologia, in cui gli interessi politici sembrano prevalere su quelli della sicurezza.

    di Rui Zhong

    Le aziende tecnologiche non sono mai state in grado di separare nettamente le proprie attività dagli eventi geopolitici, ma ora continuare ad evitare il divario USA-Cina si sta facendo sempre più difficile. Per quanto possano sforzarsi di impollinare in modo incrociato attraverso la ricerca e gli investimenti, il rapporto tra Cina e Stati Uniti si deteriora sempre più ed il prezzo lo pagano gli utenti. 

    Il recente ordine dell’amministrazione Trump di rimuovere TikTok e WeChat dagli app store americani per presunti problemi di sicurezza informatica è stata una sfida diretta agli sforzi della Cina per costruire la prossima generazione di società tecnologiche globali. Al centro del conflitto c’è una politica profondamente personale. Entrambe le app sopravvivono in Cina solo grazie alla buona volontà del presidente Xi Jinping, ed entrambe rischiano di essere rimosse dagli Stati Uniti per ordine del presidente Donald Trump.

    Le recenti traversie che minacciano WeChat e TikTok sono una dimostrazione dell’enorme influenza che gli amministratori delegati sia in Cina che negli Stati Uniti hanno sulle tecnologie moderne. Alla fine, la lotta a cui il pubblico assiste riguarda meno la sicurezza informatica che la salvaguardia degli interessi politici delle rispettive amministrazioni.

    Prima che l’ordine del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di rimuovere entrambe le app entrasse in vigore, ByteDance (proprietaria di TikTok) hannunciò un nuovo accordo con Oracle e con l’amministrazione Trump che dovrebbe permettere a TikTok di continuare a operare negli Stati Uniti.

    Tuttavia, questo accordo non sembra far altro che spostare risorse finanziarie da ByteDance a Oracle e Walmart e la piattaforma di hosting americana da Google Cloud a Oracle Cloud. Non è stato annunciato alcun cambiamento significativo nella supervisione delle pratiche sui dati dell’app e la maggiore quota di proprietà che ha cambiato di mano è stata del 20% di TikTok (per un valore stimato di $ 50 miliardi), lasciando il controllo della maggioranza a ByteDance.

    Nel frattempo, vietare WeChat negli Stati Uniti comporterebbe un danno finanziario complessivo molto ridotto per Tencent, l’azienda proprietaria, in quanto il divieto non avrebbe alcun impatto sui suoi investimenti nel campo dei giochi e dei film. Inoltre, la stragrande maggioranza del miliardo di utenti di WeChat in tutto il mondo rimane nella Cina continentale, con download dell’app nello store internazionale di Google Play per un totale di soli 100 milioni. 

    L’unico vero contraccolpo finanziario di un divieto su WeChat (temporaneamente bloccato da un giudice statunitense) sarebbe relativo agli utenti cinesi residenti negli Stati Uniti, che utilizzano WeChat non solo per chattare ma anche per elaborare transazioni ed effettuare pagamenti senza contanti. Per non parlare degli utenti statunitensi di WeChat ricorrendo ad alternative infestate da virus potrebbero mettere a rischio se stessi ed i propri dati.

    Nell’agosto 2018, Xi dichiaro che “senza sicurezza informatica, non c’è sicurezza nazionale”. Due anni dopo, sia lui che il suo avversario Trump stanno esplorando il significato di quella dichiarazione a modo loro. In Cina, il passaparola di informazioni non ufficiali è ora un’azione criminale, e ogni menzione di Xi sono viene meticolosamente controllata. Anche durante la crisi da Covid-19 le parole chiave relative alla gestione della pandemia sono state bloccate, proteggendo il leader dai tentativi di indagare sulle dimensioni politiche della pandemia.

    Trump, da parte sua, avrebbe chiesto 5 miliardi di dollari dall’accordo TikTok-Oracle-Walmart per sostenere la sua commissione di “educazione patriottica” di recente creazione, e si è assicurato una partecipazione del 20% di proprietà americana in TikTok Global. Tali mosse non avvantaggiano né le infrastrutture di sicurezza informatica né la privacy degli utenti americani, ma rafforzano l’ideologia politica di Trump nel periodo che precede le elezioni statunitensi.

    Abbracciando la natura personale delle politiche coinvolte, TikTok ha risposto al divieto facendo appello alle connessioni economiche e politiche che in passato avevano aiutato le società cinesi negli Stati Uniti. Nel 2018, il gigante delle telecomunicazioni ZTE ha dovuto affrontare le restrizioni della politica statunitense per violazione delle sanzioni, tra i timori che l’infrastruttura di telecomunicazioni dell’azienda potesse comportare rischi per la sicurezza. Posta di fronte a un blocco simile a quello che affrontano ora TikTok e WeChat, la ZTE ha raggiunse un accordo, arrivando a non pagare che una multa in contanti ed accettare di essere sottoposta ad un periodo di prova.

    Il parziale disinvestimento di TikTok a favore di Oracle e Walmart gioca sulla politica personale di Trump. Al centro del processo di appello di TikTok c’è l’idea che la sicurezza politica sia la via per la sopravvivenza all’interno dell’America dell’amministrazione Trump.

    Le preoccupazioni per la sicurezza sarebbero state le motivazioni dell’amministrazione Trump nel divieto di TikTok e WeChat. Ricercatori che hanno esaminato le due app hanno documentato vulnerabilità di sicurezza. E ByteDance ha pagato $5,7 milioni per risolvere una causa della Federal Trade Commission degli Stati Uniti nel 2019 per il trattamento improprio dei dati degli utenti minorenni. Non è chiaro se l’accordo con TikTok migliorerà la sicurezza dell’app in modo che gli utenti statunitensi possano condividere in sicurezza i dati sull’app.

    L’azione di ritorsione della Cina è quasi certamente nelle carte. Il governo di Xi ha rilasciato una dichiarazione (collegamento in cinese) il 15 settembre sottolineando un maggiore controllo sull’attività delle società private. Negli ultimi anni, la Cina ha sviluppato una fiorente industria nazionale di software, principalmente per sorvegliare e monitorare la condotta dei suoi oltre 900 milioni di utenti Internet. Ha stabilito ampie leggi sulla sicurezza informatica, in particolare la China Internet Security Law del 2017, e ha concesso ai funzionari del partito un’ampia giurisdizione per applicarle. Le società Internet devono aderire alle richieste della polizia.

    Aziende come Apple operano già in Cina aderendo a frequenti richieste di rimozione. Le azioni dell’amministrazione Trump contro WeChat e TikTok comporteranno probabilmente restrizioni più rigide e più impedimenti alle aziende statunitensi che tentano di fare affari in Cina.

    In definitiva, tuttavia, sono gli utenti statunitensi di entrambe le app ad essere più influenzati da questi conflitti. La rimozione di WeChat, in particolare, metterebbe a repentaglio la capacità di coloro che vivono nella diaspora cinese di comunicare con i membri della famiglia. Mentre il panorama geopolitico si muove intorno a loro, potrebbero presto trovarsi senza gli strumenti tecnologici su cui fanno affidamento.

    Immagine: Morning Brew/Unsplash

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