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    Le nuove foto del James Webb

    Pubblicate le prime immagini a colori del telescopio spaziale da 10 miliardi di dollari che mostrano dettagli senza precedenti di nebulose, galassie e corpi celesti

    Jonathan O’ Callaghan

    La straordinaria prima immagine scientifica del James Webb Space Telescope (JWST), rilasciata dalla NASA e mostrata non molte ore fa dal presidente Biden, è una visione profonda dell’universo che mostra migliaia di galassie, evidenziando l’immensa potenza del telescopio che scruterà lo spazio per risalire a un periodo fino a 100 milioni di anni dopo il Big Bang. La NASA ha ora diffuso altre immagini del telescopio, effettuate nei primi mesi di messa in servizio dopo il suo lancio nel dicembre 2021.

    Una di queste è una ripresa dettagliata dell’atmosfera di un pianeta gigante gassoso a 1.000 anni luce dalla Terra, chiamato WASP-96 b. Osservando il calo di luce mentre il pianeta passava davanti alla sua stella ospite, JWST è stato in grado di sondare l’atmosfera dell’esopianeta. Questa tecnica verrà utilizzata per studiare molti altri pianeti in futuro.

    In un evento organizzato dalla NASA, Knicole Colón, astrofisico del Goddard Space Flight Center della NASA e vice direttore scientifico del progetto del telescopio spaziale James Webb, ha detto che “si possono vedere dossi e oscillazioni che indicano la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera”.

    “Queste sono probabilmente il tipo di osservazioni senza precedenti che JWST sarà in grado di fare”, afferma Don Pollacco, astronomo della Warwick University nel Regno Unito. Ci si aspetta che JWST abbia una capacità impareggiabile di cercare metano e altre potenziali segnali di vita nelle atmosfere di pianeti di dimensioni simili alla nostra.

    Sono state svelate anche le riprese di JWST di una stella morente, una nebulosa planetaria nota come Nebulosa dell’Anello Meridionale, creata dai resti di una stella simile al nostro Sole con relativa espulsione degli strati esterni e produzione di una nana bianca. La fotografia, scattata a circa 2.500 anni luce dalla Terra, è molto più dettagliata di un’immagine del telescopio Hubble nel 1998 e rivela per la prima volta le due stelle note per essere nel cuore della nebulosa.

    Due riprese della Nebulosa dell’Anello Meridionale, che dista 2.500 anni luce.
    NASA, ESA, CSA e STSCI

    Un’altra immagine con i suoi 150 milioni di pixel mostra nitidamente il Quintetto di Stephan, un gruppo di cinque galassie a circa 300 milioni di anni luce dalla Terra. Quattro di queste galassie interagiscono, trasferendo gas e polvere tra di loro. La visione alla luce infrarossa di JWST rileva come mai prima d’ora il tipo di interazioni che guidano la formazione di stelle all’interno delle galassie. Come dice l’astronoma Elena Dusi: “Webb grazie al suo grande specchio e alla capacità di vedere l’infrarosso è lo strumento ideale per studiare stelle e galassie primordiali nate poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang”.

    L’ultima immagine è relativa alla Nebulosa della Carena, una regione di formazione stellare attiva a circa 8.000 anni luce dalla Terra. La magnifica vista svelata da JWST rivela centinaia di nuove stelle mai segnalate in precedenza, e persino strutture nella polvere e nel gas della nebulosa che non possono ancora essere spiegate, spiega Amber Straughn, un’astrofisica della NASA Goddard e una delle responsabili scientifiche del progetto per il JWST.

    Il bordo di una regione di formazione stellare nella Nebulosa della Carena.
    NASA, ESA, CSA, STSCI

    Queste immagini sono solo un antipasto del flusso di dati che proverrà da JWST. Il telescopio ha ora iniziato il suo primo anno di osservazioni scientifiche programmate. “È una nuova finestra sulla storia del nostro universo”, ha affermato ieri il presidente Biden, “Abbiamo iniziato a intravedere le primi luci”.

    Immagine: NASA, ESA, CSA e STSCI

    Didascalia: A circa 300 milioni di anni luce dalla Terra, quattro delle cinque galassie del Quintetto di Stephan stanno interagendo tra loro, trasferendo masse di gas e polvere.

    (rp)

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