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    Si aggrava la questione delle fake news pubblicate dalla Russia negli Stati Uniti

    Il caso delle false informazioni comparse su molteplici piattaforme di social media sta raggiungendo proporzioni sempre più preoccupanti.

    di Jamie Condliffe

    Il problema non riguarda solamente Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg ha ricevuto gran parte delle critiche riguardo la proliferazione di inserzioni di origine russa durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Giustamente, potremmo dire, considerato che 10 milioni di americani ha visto comparire contenuti simili sulle sue pagine.

    Diverse altre società Internet, però, stanno ammettendo di essere state colpite da un problema analogo. Alla fine di settembre, Twitter, ha annunciato di aver individuato inserzioni russe all’interno della sua rete mentre, pochi giorni fa, Google ha spiegato di aver scoperto prove di inserzioni di origine russa su YouTube, Gmail e sulle piattaforme di ricerca (provenienti da fonti differenti rispetto a quelle identificate su Facebook). Anche Microsoft ha avviato una indagine a riguardo.

    Stando a una analisi condotta dal New York Times per individuare la fonte di gran parte delle inserzioni russe comparse su Facebook:

    “Una delle armi più potenti utilizzate dagli agenti russi per influire sulla politica americana è stata la rabbia, l’emozione e la disinformazione che i veri americani hanno condiviso sulle piattaforme di social media. Le pagine russe … hanno ricopiato polemiche rivolte agli agenti federali da parte di siti web conservatori, e un articolo pubblicato sulla rivista People e riguardante un veterano divenuto imprenditore … L’impiego di idee prese e temi presi in prestito dalla popolazione americana, temi già vivaci fra le schiere di liberali e conservatori, ha permesso di comprendere abilmente il terreno politico del paese”.

    In altre parole: attori russi hanno armato il sentimento americano per distorcerne il sistema politico, e le società che hanno permesso loro di minare le elezioni non erano pronte a gestirne l’esistenza o l’impatto di simili azioni.

    (MO)

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