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    Online la mappa 3D della Via Lattea

    Attraverso i dati raccolti dall’osservatorio Gaia dell’ESA, gli astronomi hanno appena diffuso il più dettagliato atlante 3D della galassia e delle sue stelle mai realizzato fino a oggi.

    di Neel V. Patel

    Il nuovo set di dati potrebbe aiutare gli scienziati a svelare molti misteri sull’espansione dell’universo e sul futuro del sistema solare. Lanciato nel 2013, l’osservatorio Gaia permette la visione di quante più stelle possibile della galassia. È progettato per misurare posizioni, distanze, movimenti e luminosità stellari con maggiore precisione rispetto a qualsiasi strumento precedente, con l’obiettivo di catalogare circa 1 miliardo di oggetti. 

    È in grado di osservare ogni oggetto circa 70 volte al fine di tracciarne i movimenti e la velocità nel tempo, con una precisione sufficiente a misurare la larghezza di un capello da 2.000 chilometri di distanza.

    I dati più recenti individuano la posizione e i movimenti di poco meno di 2 miliardi di stelle, con misurazioni estremamente accurate di circa 300.000 stelle entro 326 anni luce dal sistema solare. La nuova mappa ci mostra che l’orbita del nostro sistema solare attorno alla Via Lattea sta accelerando verso il centro della galassia di sette millimetri al secondo. 

    Lo scopo della missione non è semplicemente quello di dare uno sguardo alle stelle della galassia in movimento. I dati potrebbero aiutare gli astronomi a rispondere a una serie di diverse domande scientifiche, tra cui come si è formata la Via Lattea nel tempo, dove sono diretti il sistema solare e altri sistemi stellari, come appare l’espansione dell’universo e la distribuzione della materia conosciuta e oscura in tutta la galassia. 

    I precedenti set di dati Gaia sono stati utilizzati per accertare la massa della Via Lattea e quante stelle simili al Sole potrebbero orbitare attorno a pianeti simili alla Terra.
    Gaia sarà operativa fino al 2022 circa, ma resiste meglio del previsto e potrebbe vedere la sua missione estendersi al 2024 o oltre. La versione finale dei dati dovrebbe catalogare più di 2 miliardi di oggetti nella galassia.

    (rp)

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