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    La scienza emergente della psichiatria computazionale

    Machine learning, data mining e intelligenza artificiale stanno rivoluzionando lo studio e la comprensione delle malattie mentali

    di Emerging Technology from the arXiv

    La psichiatria, lo studio e la prevenzione delle malattie mentali, è in lenta rivoluzione. Per decenni, anche secoli, si è basata principalmente sull’osservazione. Studi su larga scala sono stati ostacolati dalla difficoltà di valutare obbiettivamente il comportamento umano e metterlo a confronto con una norma ben stabilita. Ci sono inoltre ben pochi modelli certi dei circuiti neurali e della biochimica cerebrale.

    Tutto questo sta cominciando a cambiare grazie all’emergente disciplina della psichiatria computazionale che fa uso di potenti strumenti analitici, machine learning ed intelligenza artificiale per portare alla luce i fattori sottostanti a comportamenti estremi ed inusuali. La psichiatria computazionale ha reso possibile l’analisi delle osservazioni in relazione a teorie matematiche della cognizione.

    Sarah Fineberg e colleghi della Yale University di New Haven hanno studiato soggetti con disturbi borderline della personalità, una condizione che interessa quasi il 2 percento della popolazione. I disturbi della personalità borderline sono caratterizzati da instabilità nel mantenere relazioni, nel senso del sé e nelle emozioni. Gli individui così caratterizzati sono più portati a danneggiare sé stessi ed un 10 percento di essi si suicida.

    Non vi è una causa certa per questi disturbi, sembrano essere coinvolti fattori genetici, ambientali e sociali. Un buon esempio di come i nuovi approcci possono essere utili è il gioco Cyberball, che misura la percezione del rifiuto sociale.

    Si tratta di un gioco in cui tre giocatori si passano la palla. All’insaputa del soggetto, gli altri due giocatori non sono persone reali. I ricercatori possono stimolare nel soggetto un senso di rifiuto sociale passandogli meno volte la palla, per poi studiare le differenti reazioni tra persone con e senza disturbi bordeline. Si scopre che entrambi i gruppi provano le stesse emozioni, ma i soggetti borderline le vivono più intensamente e si sentono esclusi anche quando ricevono la palla più volte di altri, pure riconoscendo la cosa.

    Un altro esempio si ha con l’utilizzo della realtà virtuale. Al soggetto viene affidato un avatar da far interagire con un altro avatar. Questo permette di valutare dettagli come distanza personale, sguardo, postura. L’impatto più profondo per questi approcci si osserva nel campo della linguistica. Circolano da tempo aneddoti secondo cui individui borderline utilizzerebbero il linguaggio in modo inusuale. “Abbiamo identificato aspetti del linguaggio che caratterizzano determinati stati psicologici,” raccontano Fineberg e colleghi. La difficoltà maggiore nel cercare di comprendere i confini del comportamento normale sta nel reclutare un grande numero di soggetti da studiare. Il servizio di crowdsourcing Mechanical Tur della Amazon ha dato un grande contributo, con la sua popolazione altamente diversificata e facilmente contattabile.

    La comprensione dei disturbi mentali è in via di transizione grazie all’impatto trasformativo dell’analisi computerizzata. La psichiatria computazionale si fa sempre più interessante e potrebbe presto attrarre le menti più brillanti.

    (LO)

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