Seguici
Iscriviti alla nostra newsletter

    Risonanza magnetica portatile, medico e paziente ora sono più vicini

    Il dispositivo portatile per la risonanza magnetica è capace di diagnosi a distanza corrette. Una risorsa, sociale e sanitaria, sempre più importante

    di Lisa Ovi

    L’accesso all’assistenza sanitaria virtuale rende più rapido, tempestivo e conveniente la fornitura di servizi sanitari in località remote.

    Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) hanno, infatti, raggiunto un grado di maturità tale da poter oggi prevedere l’allestimento di un ospedale virtuale presso il domicilio del paziente, ottenendo teleconsulto e diagnosi in tempo reale grazie alla trasmissione di dati clinici e contenuti medici multimediali anche a grandi distanze.

    La telemedicina è dunque la nuova frontiera della sanità, un mezzo che facilita la distribuzione delle risorse umane e delle competenze professionali. Può velocizzare la diagnosi, l’erogazione delle cure terapeutiche e consentire agli operatori sanitari periferici e primari di ricevere assistenza continuativa da centri specializzati.

    Non è un caso che la pratica si sia diffusa rapidamente e rivelata fondamentale nel corso di questi anni di pandemia da Covid-19, con esempi di eccellenza quali il programma ParkinsonCare condotto gratuitamente in Lombardia nel 2020 per assistere i malati di Parkinson durante uno dei lockdown più rigorosi al mondo.

    Ora, uno studio condotto da ricercatori delle università di Yale e Harvard, descrive i successi ottenuti con dispositivi portatili per la risonanza magnetica, una tecnologia emergente che rende l’imaging medico accessibile nei luoghi più remoti e si è rivelato capace di diagnosticare ictus ischemici o da coagulazione nel 90% dei pazienti scansionati.

    La capacità delle macchine portatili per la risonanza magnetica di differenziare i due tipi di ictus aiuta i medici a prendere rapidamente decisioni cruciali sul trattamento salvavita in aree remote per i pazienti che non hanno un accesso immediato ai principali ospedali con costose macchine fisse per la risonanza magnetica.

    “Questa è la prima prova sistematica di come sia possibile rilevare gli ictus ischemici utilizzando dispositivi portatili dal proprio letto di casa”, ha affermato Kevin Sheth, professore di neurologia e neurochirurgia alla Yale School of Medicine e co-autore dello studio pubblicato da Science Advances.

    I risultati per i pazienti affetti da ictus migliorano notevolmente quanto più rapidamente ricevono il trattamento e differenziare correttamente tra i diversi tipi di ictus è fondamentale per la selezione del trattamento necessario.

    Immagine: Milad Fakurian, Unsplash

    (lo)

    Related Posts
    Total
    0
    Share