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    I volontari del wireless

    Gia prima della pandemia, il divario digitale spingeva molti a cercare alternative creative agli abbonamenti proposti dai grandi Provider di Internet. Ora, il bisogno si è fatto ancora più pressante.

    di Lynne Peskoe Yang

    Rodrigo Espinosa de Los Monteros, software engineer, e Willem Boning, progettista acustico, sono volontari del progetto NYC Mesh, dedicato alla creazione di una rete wifi gratuita che possa porre fine al divario digitale ed estendere una connessione Internet affidabile e ad alta velocità a tutti i newyorkesi.

    NYC Mesh paga l’affitto a data center come il Sabey Data Center sito in un edificio un tempo proprietà della Verizon ed ora occupato da lavoratori del governo cittadino e del dipartimento di polizia di New York. Tramite il Sabey ed altri data center, NYC Mesh costruisce supernodi tramite cui il traffico wireless possa collegarsi al resto del Web a chi abita in zone della città dove il servizio dell’Internet Provider non arriva o è inaffidabile. NYC Mesh copre i propri costi grazie a donazioni dei propri utenti. “Non appena ho avuto notizia del Mesh”, dice Espinosa, “ho pensato che fosse un’idea fantastica”.

    Gli abitanti di Lower Manhattan, costretti ad agganciare Internet con connessioni wireless che li connettono alla rete sotterranea in fibra ottica, sono spesso costretti a fare affidamento su di un unico provider commerciale. “Anche chi può permettersi il servizio non è soddisfatto”, spiega Jillian Murphy, amministratrice universitario e volontaria del NYC Mesh. Secondo un recente rapporto del sindaco di New York sul “divario digitale”, circa il 40% delle famiglie della città, circa 3,4 milioni di persone, non dispone di un accesso affidabile a banda larga.

    NYC Mesh ha avviato il proprio primo progetto all’inizio del 2014. Con un raddoppio annuale delle operazioni e 561 nodi attivi, NYC Mesh non è che uno di dozzine di progetti simili negli USA, volti ad offrire un’alternativa in territori dove gli ISP commerciali si rifiutano di aggiornare le proprie infrastrutture obsolete. In assenza di concorrenti locali, gli Internet Provider possono costringere i clienti di aree poco servite ad accontentarsi di connessioni inaffidabili a prezzi elevati.

    La pandemia ha inasprito il problema. Poste di fronte alla necessità di spostare gran parte delle attività quotidiane online, non poche comunità locali hanno scelto una copertura di Wi-Fi gratuito per venire incontro a chi ne aveva maggiormente bisogno. Sin dal primo lockdown, l’interesse per una connessione Internet resiliente “è rimasto alto”, dice Murphy. “Soprattutto perché all’improvviso molte persone hanno bisogno di una connessione migliore, o più veloce, oppure hanno perso il lavoro e non possono più permettersi di pagare i Provider commerciali”.

    Immagine: Rose Wong

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