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    Gli Stati Uniti attribuiscono ad hacker dello stato cinese il colpo agli hotel Marriott

    Ufficiali americani credono che l’attacco informatico al gruppo Starwood della multinazionale Marriott possa appartenere a un’operazione più ampia, orchestrata dal governo cinese per scovare spie americane.

    di Martin Giles

    La notizia: Stando al New York Times, gli ufficiali degli Stati Uniti sospettano che il recente attacco ai danni della catena alberghiera Starwood, attraverso il quale sono state rubate le informazioni personali di 500 milioni di clienti, faccia parte di un’operazione di intelligence organizzata da spie cinesi.

    Questa stessa operazione avrebbe portato al furto di dati sulle assicurazioni sanitarie e all’attacco informatico che, nel 2014, ha colpito un’agenzia governativa statunitense presso la quale venivano custodite informazioni personali fornite per ottenere pass per la sicurezza.

    Un portavoce del Ministero per gli Affari Esteri della Cina ha detto al New York Times che la Cina “si oppone ad ogni forma di attacco informatico” e negato qualunque coinvolgimento in quest’ultima violazione.

    Gli hacker: Gli Stati Uniti sospettano che gli hacker operino per conto del Ministero per la Sicurezza di Stato della Cina ed rientrino nelle fila di una massiccia operazione di raccolta dati pensata per identificare spie americane e cittadini cinesi al loro soldo. I dati relativi le autorizzazioni di sicurezza risulterebbero particolarmente utili, così come le informazioni riguardo i viaggi effettuati. Il gruppo Marriott è il più grande fornitore di servizi alberghieri per il personale del governo e dell’esercito statunitense.

    Il quadro più grande: Gli Stati Uniti si apprestano a incriminare gli hacker cinesi, stando alle fonti riportate dal giornale. In tal caso i rapporti fra i due paesi si incrineranno ulteriormente, proprio durante la loro feroce battaglia commerciale. La situazione è già tesa a causa del recente arresto in Canada di Meng Wanzhou, la CFO del colosso telecom cinese Huawei. Gli Stati Uniti, secondo cui Huawei rappresenterebbe un pericolo per la sicurezza informatica, hanno richiesto l’estradizione della Sig.ra Meng perché venga processata in merito alla presunta violazione delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti all’Iran.

    La Cina ha accusato gli Stati Uniti e il Canada di aver violato i diritti civili della Sig.ra Meng ed hanno richiesto che venga rilasciata. In una intervista di ieri su Reuters, il Presidente Donald Trump ha suggerito che potrebbe intervenire personalmentequalora servisse agli interessi per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti o contribuisse alla chiusura di un accordo commerciale con la Cina.

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