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Uno dei droni utilizzati per il progetto U-ELCOME all'aeroporto di Milano Malpensa. SEA Milan Airports

Malpensa diventa il laboratorio europeo per la mobilità aerea avanzata.

Nel panorama della mobilità aerea avanzata, il progetto U-ELCOME segna una tappa decisiva verso un ecosistema in cui aviazione tradizionale e droni coesistono in sicurezza. Il progetto, sviluppato nell’ambito del programma europeo SESAR 3 e coordinato da EUROCONTROL, ha scelto Milano Malpensa come uno dei nodi più complessi e significativi per testare l’interazione tra droni, infrastrutture aeroportuali e contesti urbani densamente popolati. SEA Milan Airports ha guidato uno dei casi d’uso più avanzati, con l’obiettivo di dimostrare non solo la fattibilità tecnica, ma anche la sostenibilità operativa e regolatoria di servizi logistici ad alto valore, dalla consegna cargo al trasporto di materiale biomedicale.

Tra il 2024 e il 2025, la sperimentazione si è sviluppata secondo una logica incrementale, tipica dei progetti europei che mirano alla standardizzazione. I primi voli, effettuati in orario notturno per evitare interferenze con le operazioni aeroportuali, sono serviti a validare l’affidabilità delle piattaforme, la precisione delle traiettorie e l’efficacia delle misure di mitigazione. È stato il primo passo per dimostrare come un’infrastruttura aeroportuale possa ospitare, in sicurezza, attività non convenzionali e ad alta automazione.

La seconda fase ha introdotto un caso d’uso particolarmente delicato: il trasporto di materiale sanitario tra Malpensa e l’Ospedale di Circolo di Varese. Questa sperimentazione ha richiesto un coordinamento multilaterale fra autorità aeronautiche, forze dell’ordine, personale ospedaliero e provider U-space, e ha evidenziato come la mobilità aerea avanzata possa inserirsi in filiere critiche senza comprometterne robustezza e continuità.

Uno dei droni utilizzati per il progetto U-ELCOME all'aeroporto di Milano Malpensa. SEA Milan Airport

Uno dei droni utilizzati per il progetto U-ELCOME all’aeroporto di Milano Malpensa. SEA Milan Airports

Il salto tecnologico più significativo si è compiuto nella Sandbox ENAC, il perimetro sperimentale che consente operazioni oltre l’attuale quadro normativo. Qui sono stati effettuati voli Beyond Visual Line of Sight (BVLOS) con eVTOL su distanze superiori ai 30 km, simulando una filiera logistica completa, fino alle attività intraospedaliere. La Sandbox si è rivelata un acceleratore di maturazione applicativa: un contesto in cui procedure, responsabilità e modelli operativi hanno potuto essere messi alla prova e standardizzati.

Il percorso non è stato privo di ostacoli. Dall’assenza di modelli preesistenti alla rigidità normativa, dalle interferenze magnetometriche ai limiti di autonomia, fino alla complessa convivenza con il traffico aereo convenzionale. Il superamento di queste criticità è stato possibile grazie a un coordinamento multilivello che ha coinvolto ENAC, ENAV, D-Flight, operatori industriali come Telespazio, Technosky, Dronus e ABZero, oltre agli enti territoriali e sanitari. La costruzione di protocolli replicabili rappresenta il valore più duraturo per un ecosistema che oggi necessita di governance solide e interoperabili.

Il risultato più evidente riguarda la dimostrazione di coesistenza: droni e aviazione tradizionale possono operare nello stesso spazio aereo purché siano rispettate condizioni di pianificazione rigorosa, finestre operative dedicate e una gestione tattica basata su dati in tempo reale. Gli ospedali emergono come hub naturali per applicazioni ad alto impatto, la prima vera “killer-app” dell’urban air mobility. Ma la scalabilità richiederà un’evoluzione normativa più agile e processi autorizzativi capaci di sostenere un aumento di frequenza e complessità.

Claudia Carrà, Head of Airport Master Planning, Authorization and Accessibility Plannig di SEA Milan Airports

Claudia Carrà, Head of Airport Master Planning, Authorization and Accessibility Plannig di SEA Milan Airports

Dal punto di vista tecnologico, la maturità è ormai concreta, nonostante permangano margini di miglioramento sull’autonomia e, più in generale, sulla sostenibilità operativa dei droni. Il crescente interesse di cittadini, media e istituzioni mostra come Malpensa sia diventata un laboratorio europeo per sperimentare modelli di U-space basati su micro-servizi digitali, alimentati da dati in tempo reale e applicabili a molteplici contesti: sanità, cargo leggero, ispezioni, gestione delle emergenze.

Il passaggio dalla sperimentazione al servizio commerciale è ora la sfida principale. Come sottolinea a MIT Technology Review Italia Claudia Carrà, Head of Airport Master Planning, Authorization and Accessibility Plannig di SEA Milan Airports, “SEA vuole trasformare corridoi sperimentali in servizi scalabili: il valore non è nel volo singolo, ma nella rete che lo rende ripetibile e operativo”. La transizione richiederà modelli fleet-as-a-service, corridoi sanitari certificati e KPI pubblici in grado di garantire trasparenza su sicurezza, affidabilità e valore generato. Solo così sarà possibile guidare l’adozione del mercato e, parallelamente, la legittimazione regolatoria.

La direzione è tracciata: un’infrastruttura nazionale capace di orchestrare droni e aviazione tradizionale attraverso servizi digitali e processi standardizzati non è più un’ipotesi futuristica ma un percorso già avviato. Malpensa, oggi laboratorio, è un’anteprima di ciò che potrebbe diventare un nuovo segmento di mobilità: distribuito, automatizzato, interoperabile. E, soprattutto, utile.