
Dalla digitalizzazione spinta alla guida autonoma, dai gemelli digitali alla preparazione della rete per le nuove molecole rinnovabili: Italgas sta attraversando una trasformazione profonda che intreccia tecnologia, dati e intelligenza artificiale.

Leonardo Ambrosi, Group Innovation Officer Italgas
Quando Leonardo Ambrosi, Group Innovation Officer di Italgas, parla del futuro del Gruppo, il concetto che torna più spesso è quello di “trasformazione”. Non una trasformazione “estetica”, ma un vero e proprio cambio di natura. «Italgas si sta ponendo sempre di più come una network tech company», spiega, «una società che gestisce reti, certo, ma anche tecnologie. Spingiamo per l’innovazione sia con sviluppi interni, sia con partner esterni». L’immagine è quella di un’azienda che non si limita ad adottare soluzioni innovative, ma che le costruisce, le testa sul campo e poi le scala su un’infrastruttura che raggiunge milioni di utenti.
In questa visione, il cuore della metamorfosi è prima di tutto digitale. «Stiamo diventando una piattaforma tecnologica che guida l’innovazione dell’intero ecosistema», afferma Ambrosi. Una rete che non distribuisce soltanto gas, ma genera dati, informazione, capacità predittiva.
La centralità dei dati: la rete diventa un sistema nervoso
Il punto di partenza è la capacità di vedere la rete in tempo reale. Questa prospettiva prende forma con DANA, la piattaforma digitale che consente il controllo avanzato e diffuso delle infrastrutture. «Non basta raccogliere dati», osserva Ambrosi. «Bisogna trasformarli in informazioni e guidare le decisioni».
Con la sua architettura multistrato, l’integrazione con la sensoristica e lo streaming in tempo reale, DANA diventa il vero sistema nervoso su cui si innestano tutte le altre innovazioni.
Tra queste, soluzioni avanzate di simulazione dinamica dei comportamenti della rete, potenziate dall’intelligenza artificiale, saranno la base anche per una gestione ottimizzata dei parametri di rete, come le pressioni, con obiettivi dichiarati di efficienza e riduzione di guasti e perdite, garantendo così la resilienza dell’intera infrastruttura in ogni condizione.
IA e sensoristica come motore operativo delle reti del futuro
Da questa base nasce il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale. «L’IA entra in tutti gli ambiti di gestione della rete», spiega Ambrosi. «È capacità predittiva dei potenziali guasti, è supporto per decidere dove investire, è aiuto concreto alle nostre persone per lavorare in maniera più sicura ed efficiente».
Una visione che tocca sia la manutenzione predittiva degli asset sia il supporto quotidiano alle squadre operative: «Non è solo questione di strumenti, ma di cultura del processo».
L’IA è già parte integrante di progetti avanzati come la guida autonoma dei veicoli di ricerca dispersioni, in attesa che anche la normativa in materia possa evolversi in questa direzione. «Nel giro di pochi anni potremo avere veicoli autonomi che faranno l’ispezione della rete», spiega Ambrosi. «Uniranno sensoristica, machine learning e capacità di ispezione continua, e garantiranno una maggior sicurezza dei nostri operatori».
Accanto a questo prende forma una vera e propria architettura digitale basata sui ”digital twins”, gemelli digitali di infrastrutture reali che consentono di programmare ed effettuare operazioni da remoto. In questo quadro si inserisce il programma di 3D Asset Mapping, pensato per creare un gemello digitale degli asset del sottosuolo e del soprasuolo.

Uno dei veicoli Italgas attrezzato con tecnologie per la raccolta dei dati nell’ambito del progetto 3D Asset Mapping. Italgas
Nel dettaglio, un veicolo dedicato raccoglie dati (LiDAR per la superficie e georadar/GPR per il sottosuolo); successivamente, questi dati vengono verificati e integrati nelle mappe aziendali tramite soluzioni di IA che ricostruiscono una mappa in digitale dell’infrastruttura fisica, utilizzata per simulazioni, pianificazione degli interventi, manutenzione e per prevedere guasti e ottimizzare i processi operativi. «Realizzeremo sopralluoghi da remoto, progettazione virtuale, cantieristica molto più accurata», racconta. I dati raccolti dai veicoli vengono trasformati dall’IA in modelli tridimensionali utilizzabili anche tramite realtà aumentata.
È il passaggio da un’infrastruttura fisica a un ambiente operativo digitale, grazie anche all’integrazione di dati reali raccolti da sistemi satellitari che restituiscono una fotografia in tempo reale del territorio in cui si trovano le infrastrutture di rete.
In questo mosaico si inserisce anche l’evoluzione della sensoristica e della misura, dove Nimbus rappresenta la punta più avanzata. Ambrosi lo definisce «un avanzamento tecnologico rilevante rispetto allo stato dell’arte». Si tratta di uno smart meter di nuova generazione, compatto, modulare, dotato di sensori sismici e anti-effrazione, con comunicazioni NB-IoT e LoRaWAN, capace di misurare anche miscele metano-idrogeno fino al 23% e con una durata della batteria fino a 15 anni.
Nimbus è solo un esempio di un filone più ampio che riguarda «strumenti innovativi di misura e analisi del gas» e che porta verso una rete sempre più monitorata, auto-consapevole e intelligente.
La rete per le nuove molecole

Un addetto Italgas mentre applica l’innovativo Patch Madflex a una tubatura. Italgas
Guardando alla transizione energetica, Il Group Innovation Officer di Italgas è netto: non è solo una questione di IA, ma di innovazione nel senso più ampio. «Le reti del futuro dovranno essere pronte a ospitare gas rinnovabili come biometano, idrogeno e metano sintetico. Per questo, serve una rete completamente digitalizzata», spiega Ambrosi, «in grado di permettere l’iniezione di gas rinnovabile e una gestione nuova dei bilanciamenti e dei punti di immissione».
In questo contesto, un’importanza particolare l’avranno anche i nuovi materiali: «La quasi totalità della nostra rete è già compatibile con l’idrogeno», sottolinea Ambrosi.
Inoltre, è indispensabile rinnovare rapidamente la rete esistente. Qui entrano in gioco tecnologie che riducono tempi e costi. «Stiamo investendo in soluzioni che permettono interventi rapidi sulle infrastrutture, minimizzando la necessità di scavare». Il riferimento è a innovative tecnologie no-dig, cioè che permettono interventi senza la necessità di scavi e che quindi riducono il disturbo per le comunità e velocizzano l’ammodernamento della rete in un momento in cui l’arrivo di nuove molecole richiede infrastrutture più flessibili e resilienti.
Un esempio concreto è Patch Madflex, una soluzione innovativa di riparazione permanente delle tubazioni di gas, sviluppata da Composite Research Srl con il supporto e la sperimentazione di Italgas attraverso il programma di open innovation Ideas4Italgas. Si tratta di un kit modulare di materiali compositi ultraleggeri che viene applicato direttamente sulla condotta danneggiata (sia interrata sia aerea) per riparare perdite e danni, senza la necessità di sostituire completamente la tubazione.
Allo stesso tempo Italgas osserva con attenzione l’evoluzione delle tecnologie di produzione dei gas rinnovabili: «Non siamo produttori, ma vogliamo che le tecnologie evolvano rapidamente», spiega Ambrosi. «Guardiamo alla cattura della CO2, alla produzione di metano sintetico e all’elettrolisi, che rappresentano direttrici strategiche per combustibili sempre più a basso contenuto di carbonio».
Qui si inserisce Hyround, il primo impianto in Italia per la produzione di idrogeno verde, inaugurato da Italgas lo scorso ottobre a Sestu, in Sardegna, collegato direttamente a una rete di distribuzione cittadina.

Vista aerea di Hyround, il primo impianto in Italia per la produzione di idrogeno verde inaugurato da Italgas in Sardegna
Un ecosistema internazionale
L’innovazione non si costruisce da soli. «L’Italia è il primo luogo da cui partiamo per cercare e stimolare innovazione», spiega Ambrosi, «ma lavoriamo anche in Europa e a livello globale». Su questo fronte, Italgas ha strutturato una rete di scouting internazionale che tocca Europa, Stati Uniti e Canada, con l’obiettivo di individuare e valutare tecnologie emergenti nel campo dell’analisi del gas, della gestione energetica, dell’intelligenza artificiale e dei gas rinnovabili.
Una parte di questa attività si concentra in California, a San Francisco, dove Italgas è presente con un’antenna dedicata all’innovazione all’interno di INNOVIT, l’hub italiano in Silicon Valley per l’innovazione promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. È qui che l’azienda esplora le frontiere tecnologiche più avanzate e intercetta startup e soluzioni deep-tech.
A livello europeo, Italgas collabora anche con GD4S, un’associazione internazionale di distributori del gas impegnata a fare network per l’avanzamento tecnologico del settore.
Sulle priorità assolute nel settore per il Gruppo, Ambrosi non ha dubbi: «Digitalizzazione, intelligenza artificiale e automazione della gestione della rete». Tre vettori che si intrecciano e che definiscono il futuro prossimo dell’azienda: «Vogliamo una rete capace di rilevare parametri in maniera automatica, gestire gli ammodernamenti in forma virtualizzata e migliorare l’accuratezza degli scavi e della cantieristica».
Il risultato è il ritratto di un’infrastruttura che non aspetta il futuro: lo anticipa. Una rete che non distribuisce soltanto energia, ma produce conoscenza, sicurezza e nuove opportunità industriali.





