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    Chiude uno dei più grandi telescopi al mondo

    Il telescopio di Arecibo a Porto Rico è il secondo per grandezza al mondo e non può essere riparato senza enormi rischi per i lavoratori.

    di Neel V. Patel

    La US National Science Foundation ha appena annunciato che inizierà a smantellare il famoso Osservatorio di Arecibo, il radiotelescopio di 900 metri per 900 tonnellate di peso situato a Porto Rico. È un duro colpo per la comunità astronomica, che utilizza Arecibo da 57 anni per innumerevoli ricerche spaziali e atmosferiche.

    Dopo essere sopravvissuto a decenni di usura e innumerevoli tempeste, incluso l’uragano Maria del 2017 e altri disastri naturali come i terremoti di gennaio, un cavo di supporto si è sganciato provocando una frattura di 30 metri al piatto del telescopio. Ad una prima analisi, gli ingegneri dichiararono la situazione stabile e il danno riparabile, ma un secondo cavo si è staccato il 6 novembre. Dopo aver sostenuto da solo il peso della stessa torre da cui si era staccato il primo.

    Gli ingegneri sono ora convinti che la struttura sia “prossima ad un crollo catastrofico” e imminente. La NSF (responsabile della supervisione del telescopio) ha deciso che il tentativo di riparare Arecibo sarebbe troppo pericoloso per i lavoratori edili e il personale. Una riparazione non potrebbe altresì garantire la stabilità a lungo termine della struttura.

    Arecibo è stato per decenni il più grande radiotelescopio a singola parabola al mondo, superato solo nel 2016 con il completamento del cinese FAST (Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope). Si devono ad Arecibo decenni di studi sull’atmosfera e sugli oggetti nello spazio e soprattutto di osservazioni radar di pianeti lontani, lune e asteroidi vicini alla Terra. Arecibo è una delle poche strutture sul pianeta in grado di lanciare raggi radar verso oggetti del sistema solare e raccogliere con successo i segnali di ritorno che permettono di analizzarne la struttura e il movimento.

    Tra i suoi maggiori successi, la ricerca di prove sull’esistenza di stelle di neutroni, l’imaging diretto di un asteroide per la prima volta nella storia e il rilevamento della prima pulsar ospite di esopianeti mai rilevata. Ha stimolato l’interesse nella ricerca di forme di intelligenza extraterrestre (SETI) e nel nel 1974 è stato utilizzato per lanciare il messaggio di Arecibo, un messaggio 1.679 bit diretto verso l’ammasso stellare globulare M13 (a 21.000 anni luce di distanza) per contattare una qualsiasi potenziale forma di vita intelligente.

    La realizzazione di strutture moderne come il FAST ha reso Arecibo sempre meno importante negli ultimi anni e per quanto la sua mancanza si farà sentire nel mondo della radioastronomia, esistono già gli strumenti che possono raccogliere il testimone di Arecibo. L’NSF smantellerà solo il telescopio principale. Altre parti dell’osservatorio rimangono intatte, come il lidar con cui vengono studiate la meteorologia spaziale e le interazioni della magnetosfera.

    (lo)

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