Seguici
Iscriviti alla nostra newsletter

    Arrivano le cravatte in seta di ragno sintetica

    Ma questo super materiale biologico è realmente così sbalorditivo?

    di Katherine Bourzac

    Ci avevano promesso ascensori spaziali in nanotubi di carbonio, nanorobot in grado di operarci dall’interno, vestiti antiproiettile in seta di ragno, e molto altro ancora. Quello che otterremo, almeno per quanto riguarda i materiali derivati dalle aracnidi, è una cravatta in seta di ragno in edizione limitata da $314.15.

    La Bolt Threads https://boltthreads.com ha appena presentato la cravatta, descritta come il primo prodotto in seta di ragno disponibile sul mercato, in occasione della conferenza South by Southwest di Austin, Texas. David Breslauer, CSO della società, sostiene che l’entrata in commercio di questa cravatta dimostra la possibilità di creare su larga scala fibre e tessuti in seta di ragno.

    Non aspettatevi, però, di vedere queste cravatte in giro così facilmente. A partire da oggi, solamente 50 cravatte saranno messe in vendita sul sito della società. Breslauer spiega che questo prodotto è puramente dimostrativo e che la società mira a introdurre un prodotto più abbordabile al più presto, anche se non ha fornito ulteriori dettagli a riguardo.

    Le proprietà della seta di ragno hanno tenuto con il fiato sospeso ricercatori e pubblico per un certo tempo. La struttura delle proteine nella seta di ragno, che combina regioni cristalline solide ad altre più elastiche, dona al materiale alcune proprietà superlative. Testati in laboratorio, singoli filamenti di seta sono riusciti a competere con le proprietà di acciaio e Kevlar, il materiale utilizzato nei giubbotti antiproiettile. La seta è più versatile, e differenti specie di ragno possiedono variazioni distintive alla formula della seta che producono.

    Una manciata di startup sta ora provando a replicare in laboratorio la produzione di questa seta. Come la Bolt, diverse società stanno affidandosi alle sequenze genetiche delle proteine presenti nella seta naturale per cercare di riprodurle in fermentatori microbici (vedi anche “Spinning Synthetic Spider Silk”).

    Ci sono state alcune false partenze. Lo scorso maggio, la Spiber Inc. di Yamagata aveva annunciato con grande fanfara che la North Face avrebbe avviato in Giappone la commercializzazione di una giacca in seta di ragno da $1.000. Pochi mesi dopo, la società ha annunciato la posticipazione del lancio “per migliorare ulteriormente il processo produttivo e la stabilità nella qualità del materiale”. Un rappresentate Spiber ha in seguito risposto a una nostra email dicendo che la società stava continuando a imparare nuovi aspetti legati al processo produttivo, e che non era ancora disponibile una nuova data per la commercializzazione del suo primo prodotto.

    Fiorenzo Omenetto, un ricercatore della Tufts University, sostiene che la cravatta della Bolt rappresenti una importante e “tangibile dimostrazione della produzione di oggetti con un materiale naturale sintetizzato in laboratorio”. È la dimostrazione di quello che la biomanifattura permetterà di ottenere, per i tessuti ed oltre, dice.

    Breslauer dice che la sua idea riguardo i possibili impieghi per la seta di ragno è cambiata nel tempo. “Il fascino per la seta di ragno mi aveva spinto a credere che avremmo realizzato un materiale tecnico, come fibre per giubbotti antiproiettile”, dice. La seta nella cravatta, però, non è una super fibra, che è inerentemente più complessa da realizzare.

    La seta sintetica di ragno sembra diretta verso lo stesso vaglio che ha messo alla prova diversi nuovi materiali. Come in altri casi, a una scoperta in laboratorio segue una spropositata serie di congetture sulle sue potenzialità, fino a quando ulteriori ricerche e prove sul mercato non portano a risultati ben differenti.

    Non è ancora detto che questo materiale non possa rivelarsi più utile. Una volta raggiunti i volumi di scala necessari, secondo Breslauer, la società potrà cominciare a utilizzare variazioni delle proteine in grado di assorbire più facilmente coloranti, con cui sarà possibile sviluppare indumenti biodegradabili in seta – gli impianti medici in seta sfruttano questa stessa proprietà.

    (MO)

    Related Posts
    Total
    0
    Share