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    Un politico indiano usa i deepfake per conquistare nuovi elettori

    Secondo “Vice”, un deepfake del presidente del Bharatiya Janata Party (BJP), Manoj Tiwari, è diventato virale su WhatsApp nel paese all’inizio di questo mese, in vista delle elezioni dell’assemblea legislativa a Delhi.

    di Charlotte Jee

    È la prima volta nel mondo che un partito politico utilizza un deepfake per la sua campagna elettorale. Nel video originale Tiwari parla in inglese, criticando il suo oppositore politico Arvind Kejriwal e incoraggiando gli elettori a votare per il BJP. Il secondo video è stato manipolato usando la tecnologia deepfake in modo di far sembrare che stia parlando in Haryanvi, il dialetto hindi parlato dagli elettori a cui fa riferimento il BJP.

    Il BJP ha collaborato con l’azienda di comunicazione politica The Ideaz Factory per creare deepfake che gli consentissero di arrivare agli elettori in oltre 20 lingue diverse utilizzate in India. Il partito ha dichiarato a “Vice” che il deepfake di Tiwari ha raggiunto circa 15 milioni di persone in 5.800 gruppi di WhatsApp.

    Questa non è la prima volta che si sono verificati casi di manipolazioni durante una campagna politica. Per esempio, lo scorso dicembre, i ricercatori hanno realizzato un falso video dei due candidati alle elezioni generali del Regno Unito che si sostenevano a vicenda, ma non per influenzare il voto, semplicemente per aumentare la consapevolezza sulla tecnologia dei falsi.

    In India è la prima volta che i deepfake vengono utilizzati per una campagna politica. Il grande rischio è che si raggiunga un punto in cui le persone non possono più fidarsi di ciò che vedono o sentono. In questo eventuale scenario di confusione totale, un video non avrebbe nemmeno bisogno di essere modificato digitalmente per essere catalogato come falso. Non è difficile immaginare l’impatto corrosivo che avrebbe su un panorama politico già fragile.

    (rp)

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