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    Perché i prezzi della benzina non scendono

    Come sta dimostrando l’esperienza nel Regno Unito, gli automobilisti che non passeranno ai veicoli elettrici nei prossimi anni si troveranno nelle condizioni di assumersi parte dei costi delle stazioni di servizio vecchio stile, perlomeno finché non ci sarà un adeguamento al crescente utilizzo dei nuovi veicoli.

    di MIT Technology Review Italia

    A novembre, in tutto il Regno Unito con l’aumento dei prezzi del petrolio all’ingrosso, il costo del pieno alle automobili ha subito un rialzo. Ma quando il greggio è diventato meno caro, non è cambiato nulla per gli automobilisti. Questa situazione ha indotto la Royal Automobile Club (RAC), a protestare per i costi scaricati sui consumatori. Cosa sta succedendo in realtà?

    Come riportato da “The Conversation”, normalmente i prezzi della benzina nel Regno Unito hanno una forte relazione con quelli del petrolio, ma c’è sempre stata un’asimmetria nel modo in cui vengono applicate le variazioni di prezzo. Mentre un aumento dei costi del greggio viene trasferito al consumatore entro un mese, le riduzioni di solito richiedono un po’ più di tempo per arrivare ai prezzi alla pompa.

    Anche se il prezzo medio alla pompa è lentamente diminuito dalla fine di novembre, il decremento non è stato così ampio come previsto in base al prezzo all’ingrosso. A partire da questa premessa, sembrerebbe che i proprietari dei distributori di benzina si stiano approfittando del consumatore. Ma ci sono altri elementi da considerare.

    Le voci del prezzo della benzina

    Il prezzo che si paga per la benzina alla pompa è composto da una serie di fattori. La quota maggiore è l’imposta sul carburante (fissata a 57,95 pence al litro), seguita dal costo della benzina stessa, che include il costo della materia prima (greggio) e il suo raffinamento.

    L’imposta sotto forma di IVA (20 per cento) viene applicata agli acquisti di benzina. Questi fattori sono tutti integrati nel costo della benzina dal rivenditore. Il profitto si attesta tradizionalmente intorno al 5 per cento del prezzo finale. Infine, il costo di consegna e distribuzione rappresenta poco meno del 2 per cento dell’importo complessivo.

    Se il costo della benzina fosse l’unico fattore nel determinarne il prezzo, i prezzi alla pompa seguirebbero quello all’ingrosso, ma ci sono da considerare altri elementi importante: il costo di gestione di una stazione di servizio, compresi i salari del personale, il prezzo dell’elettricità, le tariffe e la gestione proprietaria, che nell’ultimo periodo hanno subito un rialzo. Non ultimo, l’aumento dei costi di esercizio di una stazione di servizio è stato esacerbato da una diminuzione dei consumi.

    Una serie di dati mostrano che i veicoli a motore hanno viaggiato circa il 16 per cento in meno rispetto ai livelli pre-pandemia. I km percorsi sono passati da circa 15.000 nel 2002 agli 11.000 nel 2020. A conferma di ciò,il governo ha riferito che per la maggior parte di dicembre i volumi di vendita di benzina si sono attestati al 90 per cento dei livelli pre-pandemia e, per la settimana terminata il 6 gennaio, sono arrivati al 60 per cento. 

    Ci sono anche altri fattori. L’utilizzo crescente delle carte di credito implica un costo di transazione per la stazione di servizio. Di conseguenza, la maggior parte del profitto non proviene dal carburante, ma dal negozio annesso dove la vendita al dettaglio può generare altre entrate.  Inevitabilmente, con un minor traffico pedonale verso i negozi collegati alle stazioni di servizio, ma con alcuni costi fissi crescenti come elettricità e salari, i rivenditori di benzina si trovano nelle condizioni di adeguare i prezzi per mantenere lo stesso livello di profitto complessivo.

    I veicoli elettrici impatteranno sui prezzi

    Pertanto, l’apparente disaccoppiamento dei prezzi all’ingrosso e alla pompa potrebbe segnalare la fine delle peculiarità dei prezzi che si sono evolute nel Regno Unito a causa della concorrenza: le variazioni di prezzo future potrebbero essere maggiormente influenzate dai margini di profitto. 

    In ogni caso, questi problemi relativi alla redditività delle stazioni di servizio saranno ulteriormente testati con la percentuale sempre crescente di veicoli elettrici sulle strade del Regno Unito. Dopotutto, se si fa il pieno di elettricità a casa o al lavoro, non diventa più necessario fermarsi in un piccolo negozio specializzato per rifornimenti, ma si può anche andare in un piccolo supermercato che avrà a disposizione una gamma più ampia di prodotti.

    (rp)

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