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  • Una sessione di sampling di archi (Spitfire Audio). I microfoni, di vario tipo, sono collocati in posizioni strategiche per registrare le diverse componenti e sfumature del suono.
Nuove frontiere della tecnologia musicale 1. Dai suoni artificiali ai suoni prelevati dalla realtà
Con l’avvento della elettronica, la composizione e la esecuzione musicale stanno acquisendo possibilità imprevedibili. Il prof. Massimo Negrotti, docente di metodologia nella Università di Urbino e studioso delle relazioni tra naturale e artificiale, nonché musicologo e compositore, esplora queste nuove frontiere in tre articoli che verranno pubblicati in successione nella nostra Home Page.
di Massimo Negrotti 01-08-18
Nelle sue prime fasi storiche l’avvento dell’elettronica nella musica ha fondamentalmente comportato, in alcuni casi, il tentativo di riprodurre artificialmente il suono dei più diversi strumenti acustici tradizionali e, più largamente, la ricerca di nuove vie compositive attraverso l’impiego di dispositivi in grado di creare suoni in precedenza inesperiti o di manipolare suoni consueti per mezzo di dispositivi e procedure prima inesistenti. È solo il caso di accennare, in proposito, alle numerose sperimentazioni che nel Novecento si sono susseguite nell’ambito di quella che, genericamente, viene definita “musica elettronica”: dalla generazione di suoni per mezzo di oscillatori (Karlheinz Stockhausen) alla tape music e dal montaggio sonoro (John Cage) alla combinazione di suoni tradizionali ed elettronici (Iannis Xenakis).