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    Le persone erano davvero più felici in passato?

    Grazie a una nuova tecnica per analizzare i sentimenti che si celano dietro le parole di libri e giornali negli ultimi 200 anni, si è visto che negli Stati Uniti si è probabilmente più felici di quanto non lo si sia mai stati in precedenza.

    di Charlotte Jee

    Un team di ricercatori, guidato da Thomas Hills dell’Università di Warwick, ha analizzato 8 milioni di libri e 65 milioni di articoli di giornali pubblicati tra il 1820 e il 2009, e ha assegnato punteggi positivi o negativi a migliaia di parole in diverse lingue.

    Questi punteggi sono stati usati per creare indici storici di felicità per Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Italia. I ricercatori hanno tenuto conto del fatto che alcune parole cambiano il loro significato nel tempo (gay, per esempio).

    La raccolta è stata tratta da Google Libri e rappresenta un record digitalizzato di oltre il 6 per cento di tutti i libri mai pubblicati. Il metodo è stato validato confrontando i risultati con i dati dell’indagine sul benessere degli anni 1970, raccolti attraverso circa 1.000 interviste faccia a faccia ogni anno in ogni paese dell’Unione Europea (l’Eurobarometro). Il loro studio è stato pubblicato su “Nature Human Behavior“.

    Ci sono moltissimi dati da elaborare e i risultati probabilmente non saranno estremamente sorprendenti per chiunque abbia una buona conoscenza della storia del mondo (entrambe le guerre mondiali hanno reso le persone generalmente molto infelici, per esempio).

    Il punto più basso della felicità negli Stati Uniti è stato intorno al periodo della caduta di Saigon nel 1975, mentre per il Regno Unito il minimo si colloca nell’inverno del 1978-79, quando vi furono continui scioperi nel settore pubblico.

    I nuovi modi per misurare il benessere e la felicità potrebbero aiutare a definire le politiche nazionali. L‘Office for National Statistics del Regno Unito, per esempio, misura i livelli di benessere nazionale dal 2010. E quest’anno la Nuova Zelanda ha incluso il benessere nazionale come valore ufficiale nella sua pianificazione economica. L’uso di materiale scritto per fornire un contesto storico potrebbe rivelarsi prezioso per la disciplina nascente.

    (rp)

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