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    La disinformazione sanitaria impazza su Facebook

    Sulla rete sociale, ad aprile, le fake sulla salute hanno ricevuto quasi quattro volte più visualizzazioni rispetto alle informazioni provenienti da fonti affidabili.

    di Charlotte Jee

    Secondo l’analisi del gruppo per i diritti umani, Avaaz, quest’anno, a partire da maggio, le pagine su Facebook che riportano notizie false hanno ottenuto circa 3,8 miliardi di visualizzazioni. I contatti hanno raggiunto il picco di quasi mezzo miliardo nel solo aprile 2020, proprio mentre la pandemia si stava rapidamente intensificando a livello globale. 

    I contenuti di 10 siti Web che diffondono informazioni errate sulla salute hanno ricevuto quasi quattro volte più visualizzazioni stimate su Facebook rispetto ai contenuti di 10 fonti affidabili, come l’Organizzazione mondiale della sanità e i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. 

    Nel complesso, Avaaz ha analizzato 82 siti web che diffondono disinformazione sanitaria come campagne anti-vaccinazione, sponsorizzazioni di cure fasulle (e talvolta letali) per il covid-19 e articoli che sostengono falsamente che il bilancio delle vittime del coronavirus è stato sovrastimato.

    Il problema è serio perché, come verificato, può portare a delle conseguenze serie. Uno studio  dell’”American Journal of Tropical Medicine and Hygiene della scorsa settimana ha rilevato che in tutto il mondo almeno 800 persone potrebbero essere morte e 5.800 ricoverate in ospedale a causa della disinformazione sul coronavirus nei primi tre mesi del 2020; molte di queste hanno ingerito metanolo o prodotti per la pulizia che credevano potessero curare il covid-19.

    Una soluzione possibile potrebbe essere che Facebook vieti i siti Web che Avaaz ha identificato con la sua ricerca. L’azienda ha promesso di iniziare ad adottare un approccio più proattivo al controllo dei fatti e alla rimozione della disinformazionesul covid-19 , ma non ha più portato avanti la sua idea di avvisare le persone che hanno visto o condiviso informazioni false. 

    Nel suo rapporto, Avaaz afferma che compiere questo passo potrebbe contribuire a ridurre notevolmente il numero di persone che credono alle fake e aggiunge che Facebook dovrebbe “disintossicare” il suo algoritmo, declassando i post di disinformazione nei feed di notizie delle persone, riducendo così la loro portata. “Facebook deve ancora mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione per sconfiggere questa infodemia, nonostante le ripetute chiamate di medici ed esperti sanitari per farlo”, conclude il rapporto.

    Un portavoce dell’azienda ha detto che sono state applicate etichette di avvertimento a 98 milioni di informazioni errate sul Covid-19 da aprile a giugno di quest’anno. “Condividiamo l’obiettivo di Avaaz di limitare la disinformazione, ma i loro risultati non tengono conto delle iniziative che abbiamo intrapreso per impedirne la diffusione sui nostri servizi”, hanno spiegato.

    (rp)

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