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    Google sta assecondando il governo cinese

    Il motore di ricerca Dragonfly di Google sarebbe stato preimpostato per associare alle ricerche un nome e un numero di telefono.

    di Charlotte Jee

    Dragonfly, il prototipo di motore di ricerca sviluppato da Google per il mercato cinese, collegherà le ricerche degli utenti con una app Android contenente il loro numero di telefono, facilitando i controlli da parte del governo.

    Il contesto: Il mese scorso, un impiegato ha rivelato a The Intercept che Google stava realizzando un motore di ricerca in grado di bloccare termini quali “diritti umani” o “Piazza Tienanmen” seguendo le indicazioni del governo cinese. I dipendenti americani di Google non hanno gradito questa rivelazione.

    Lo scienziato ricercatore senior, Jack Poulson, si è dimesso una settimana fa, accennando ad altri cinque scienziati che avrebbero abbandonato il proprio incarico nel progetto, mentre 1.400 dipendenti hanno già sottoscritto una lettera per ottenere maggiori informazioni.

    Anche i legislatori negli Stati Uniti stanno cercando delle risposte, ma Google non ha ancora risposto o commentato pubblicamente a riguardo.

    Google e la Cina: Google si era ritirata dalla Cina nel 2010, sollevando timori che non rispettasse i diritti umani dopo aver scoperto un attacco phishing ai danni di un gruppo di attivisti. Non è chiaro cosa abbia portato la società a un simile dietrofront, ma dal 2010 il governo cinese si è rivelato ancor più prono a sorvegliare la sua popolazione.

    È tempo di alzare la voce: La Cina è il più grande mercato singolo di utenti Internet; non è una sorpresa, quindi, che Google voglia accedervi. Il silenzio di Google riguardo il motore Dragonfly, però, sta diventando sempre più inaccettabile.

    (MO)

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