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    Gli scienziati hanno scoperto 142 incisioni antiche in Perù

    Situate nel deserto di Nazca, nel sud del Perù, le Linee di Nazca sono una collezione di incisioni giganti che hanno senso solo se viste da una grande altezza. Grazie all’IA si stanno iniziando a decifrare i simboli meno comprensibili.

    di Karen Hao

    Dalla loro scoperta negli anni 1920, le Linee di Nazca hanno continuato a confondere gli esperti. Create tra il 200 a.C. e il 600 d.C., furono realizzate rimuovendo le pietre per rivelare la sabbia bianca sottostante e raffigurano varie forme geometriche, persone e animali, noti come “geoglifi”. Nel 1994, sono stati designati come patrimonio mondiale dell’UNESCO, ma il loro scopo e significato hanno continuato a sfuggire agli storici.

    Nel 2004, un team guidato da Masato Sakai dell’Università di Yamagata, in Giappone, ha iniziato a mappare tutte le linee nella speranza di preservarle e comprenderne il significato. Attraverso oltre un decennio di ricerche sul campo e analisi di dati 3D ad alta risoluzione, il team ha annunciato il 15 novembre di aver scoperto 142 nuove raffigurazioni.

    I geoglifi si dividono in due categorie principali. Disegni simili a grandi animali, lunghi fino a 100 metri, che erano probabilmente usati per delimitare i luoghi del rituale. Simboli più piccoli, alcuni inferiori ai 5 metri, che probabilmente servivano da coordinate per i viaggiatori.

    Ci sono molte altre incisioni in attesa di essere scoperte, ma il ritrovamento è diventato più complesso. Molte linee sono state danneggiate da inondazioni, strade ed espansione urbana. I ricercatori ritengono che si estendano anche su un’area molto più ampia di quanto precedentemente immaginato, il che richiederebbe molto più tempo se si utilizzassero i metodi di ricerca tradizionali.

    In collaborazione con IBM Research, il team sta ora implementando algoritmi di deep learning per accelerare i ritrovamenti. I ricercatori stanno utilizzando una piattaforma cloud per riunire enormi quantità di dati geospaziali, tra cui LiDAR, immagini di droni e satelliti e sondaggi geografici, per creare mappe ad alta fedeltà delle aree di ricerca.

    Stanno quindi addestrando una rete neurale per riconoscere i modelli di dati di Linee conosciute per cercarne di nuove. Durante i test, il team ha già scoperto un nuovo disegno, una figura umanoide più piccola, che era rimasto celato nei dati precedentemente raccolti. La scoperta ha richiesto solo due mesi mentre i metodi precedenti in genere avevano impiegato anni.

    (rp)

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