
Torino città laboratorio, da sempre.
Dai primi prototipi di automobili testati sulla pista del Lingotto, sul tetto della fabbrica della FIAT nel 1923, dalla nascita della SIP, Società Idroelettrica Piemontese, che conosciamo oggi come TIM e ancora, pochi anni dopo, con la prima trasmissione televisiva dagli studi torinesi di quella che sarebbe diventata la RAI: a Torino si sono sviluppati prodotti e servizi che hanno poi scalato altrove.
Se entriamo oggi alle OGR Tech, hub di innovazione tra i più importanti d’Italia, nato dalla riqualificazione delle Officine Grandi Riparazioni – storica sede tecnica delle Ferrovie dello Stato fondata nel 1895 – respiriamo ancora questa aria di sperimentazione. Percorrendo la manica sud della ex fabbrica, sotto questa campata unica lunga 190 metri, hanno trovato casa 15 acceleratori internazionali di startup. Grazie a loro, ogni anno, più di 150 aziende arrivano a Torino per testare le loro idee, i loro prodotti e la loro capacità di attrarre capitali.
Il primo acceleratore che si è installato alle OGR è arrivato da Boulder, in Colorado, nel 2020. Ricordo bene il loro arrivo, in questi spazi enormi, ancora semivuoti, appena aperti dopo un importante progetto di riqualificazione durato 5 anni. Martin Olczyk ed il team di Techstars arrivavano con un grande carico di responsabilità, dato dalle aspettative che i finanziatori del programma, Compagnia di SanPaolo, Fondazione CRT, Innovation Center di Intesa Sanpaolo e tutti gli operatori locali riponevano in questa operazione di attrazione sul territorio di talenti e capitali.
Oggi, dopo 5 programmi svolti, 56 startup accelerate, che hanno raccolto più di 120M€ possiamo dire che le aspettative sono state più che soddisfatte.
Lo scorso 8 maggio ho avuto il piacere di moderare “Mindful Thursday”, un evento alle OGR Tech, che ha visto la partecipazione di Martin, di Sheila Simon, Program Manager del programma “Cities of the Future” e di alcune startup che hanno partecipato ai programmi di accelerazione in questi anni.
È stata una serata densa di esperienze imprenditoriali, analisi sul contesto italiano dell’innovazione e visione sul futuro.
Dopo i saluti di Sara Palmulli (City Manager Talent Garden), ho avuto il piacere di ripercorrere con Martin l’evoluzione di Techstars a Torino di questi anni. Durante la nostra chiacchierata, abbiamo riflettuto su alcuni punti chiave, tra cui l’evoluzione di Techstars Torino dal suo arrivo nel 2020. Martin ha condiviso con soddisfazione la crescita del programma, partito tra mille incertezze con startup quasi tutte straniere, e arrivato oggi ad attrarre progetti italiani (per il 50%) con un focus sempre più ampio, dalla mobilità alle smart cities fino all’intelligenza artificiale.
Il confronto si è poi spostato sull’impatto del programma sull’ecosistema locale: secondo Martin, Techstars ha contribuito non solo con numeri importanti – investimenti raccolti, aziende accelerate – ma soprattutto generando fiducia, costruendo reti internazionali e rafforzando una cultura imprenditoriale condivisa.
Uno dei temi più delicati è stato quello del funding: secondo Martin, il cosiddetto “deserto dei finanziamenti” per le startup early-stage in Italia è ancora una realtà, che necessita più investitori coraggiosi e un contesto normativo più favorevole. Le storie di successo, ha aggiunto, possono svolgere un ruolo decisivo come moltiplicatori di fiducia.
Infine, abbiamo discusso dei trend emergenti nella classe 2025: Martin ha evidenziato come le startup selezionate operino in settori ad alta crescita come l’intelligenza artificiale, il quantum computing, l’healthtech, la sostenibilità ambientale, l’agritech, il retail-tech, l’e-commerce e gli strumenti per sviluppatori. Queste realtà, a suo avviso, incarnano perfettamente la missione di Techstars: trasformare idee ambiziose in imprese ad alto impatto.
(Ricordiamo che attualmente Techstars ha in portafoglio più di 4.500 aziende, con una capitalizzazione di mercato cumulativa superiore a 126 miliardi di dollari. Tra queste, più di 20 hanno raggiunto lo status di unicorno, tra cui nomi noti come DigitalOcean, SendGrid e ClassPass)
Dopo l’intervista abbiamo avuto un interessante speech di Marco Bevilacqua, CEO di Reefilla, società attiva nel settore della mobilità elettrica, sicuramente una delle realtà emergenti più interessanti del panorama italiano in questo ambito. Marco ha raccontato il percorso della sua startup, sottolineando quanto sia stato decisivo il supporto ricevuto durante il programma di accelerazione, che ha rappresentato un momento cruciale per affinare non solo il prodotto ma anche la strategia con cui presentarsi a investitori ed ai clienti. Programmi come questi sono fondamentali per aiutare figure a forte componente tecnica, come gli ingegneri, a comprendere come strutturare una proposta di valore chiara, costruire relazioni di fiducia con potenziali finanziatori e impostare un modello di business sostenibile.
E sembra aver funzionato se i 3 ingegneri che hanno fondato Reefilla (Marco Bevilacqua, Pietro Balda e Gabriele Bergoglio), ad oggi hanno raccolto complessivamente 5,5 milioni di euro in due round di finanziamento. Capitali impiegati per sviluppare soluzioni innovative di ricarica mobile per veicoli elettrici, offrendo un servizio di charging delivery basato su un dispositivo portatile che consente di ricaricare l’auto ovunque si trovi il cliente, anche attraverso l’utilizzo di batterie di seconda vita, e per sostenere l’espansione commerciale in Italia e in Europa.
Successivamente ho seguito con grande interesse la tavola rotonda moderata da Sheila Simon (Program Manager Techstars Torino), che ha coinvolto CEO di startup delle varie edizioni del programma: Gaetano Volpe (Latitudo40, classe 2021), Annamaria Barbaro (Empethy, classe 2023), Giorgio Barnabo (SylloTips, classe 2024), e l’investitore Tommaso Moraca (Vento). Latitudo40 si occupa di osservazione satellitare e analisi geospaziale per la sostenibilità urbana; Empethy sviluppa soluzioni digitali per il supporto psicologico e il benessere emotivo; SylloTips è una piattaforma dedicata all’apprendimento e al supporto educativo basato su AI. Il dibattito ha ripercorso i momenti cruciali della vita di una startup: dall’individuazione di un problema da risolvere, al processo iterativo necessario per raggiungere il product/market fit, fino alla raccolta di capitali per crescere e come il team di Techstars abbia aiutato gli imprenditori in questo percorso. Temi trasversali come la centralità dell’utente, il valore del capitale umano e le sfide dell’internazionalizzazione hanno completato il quadro.
Mindful Thursday ha confermato come Torino sia oggi un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica. Grazie a OGR Tech e a iniziative come Techstars, la città si configura come un laboratorio avanzato dove sperimentare nuovi modelli di accelerazione, capaci di coniugare visione tecnologica, sostenibilità e impatto tangibile sul territorio.
Il momento di networking finale è stato un’occasione preziosa per approfondire confronti, scambiare idee e creare nuove sinergie tra i protagonisti dell’ecosistema.
Per tutti, l’appuntamento è il 22 maggio alle OGR per il demo day della classe 2025.





