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VICHHIKA TEP/MIT TECHNOLOGY REVIEW | ADOBE STOCK

Il primo avamposto orbitale commerciale dovrebbe essere lanciato nel mese di maggio.

CHI

Axiom Space, Blue Origin, Vast Space, Voyager Space

QUANDO

6 mesi


Il primo avamposto orbitale commerciale dovrebbe essere lanciato nel maggio di quest’anno.

Da tempo l’uomo sogna di vivere tra le stelle e da vent’anni centinaia di noi lo fanno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Ma sta per iniziare una nuova era in cui saranno le aziende private a gestire gli avamposti orbitali, con la promessa di un accesso allo spazio molto più ampio rispetto al passato.

L’ISS sta invecchiando e si prevede che nel 2031 verrà fatta rientrare dall’orbita nell’oceano. Per sostituirla, la NASA ha stanziato oltre 500 milioni di dollari a diverse aziende per lo sviluppo di stazioni spaziali private, mentre altre hanno costruito versioni proprie.

La prima di queste, Vast Space dalla California, prevede di lanciare la sua stazione spaziale Haven-1 nel maggio 2026 su un razzo SpaceX Falcon 9. Se tutto andrà secondo i piani, inizialmente supporterà equipaggi di quattro persone che rimarranno a bordo dell’habitat delle dimensioni di un autobus per 10 giorni. I clienti paganti potranno sperimentare la vita in microgravità e condurre ricerche come la coltivazione di piante e la sperimentazione di farmaci.

A seguire ci sarà l’avamposto di Axiom Space, la Axiom Station, composta da cinque moduli (o stanze). È progettata per assomigliare a un boutique hotel e il suo lancio è previsto per il 2028. Voyager Space mira a lanciare la sua versione, chiamata Starlab, lo stesso anno, mentre la stazione spaziale Orbital Reef di Blue Origin prevede di seguire nel 2030.

Sebbene il costo di un soggiorno a bordo di uno di questi avamposti non sia stato reso noto, inizialmente ci si aspetta che i prezzi dei biglietti siano dell’ordine di decine di milioni di dollari. Tuttavia, se queste stazioni spaziali private avranno successo e saranno redditizie, potrebbero alla fine aumentare l’accesso allo spazio per i ricercatori, le agenzie spaziali nazionali e forse anche per le aziende che desiderano fabbricare prodotti nello spazio.

In un futuro più lontano, queste stazioni spaziali potrebbero essere il precursore della nostra vita oltre l’orbita terrestre. Il fondatore di Blue Origin, Jeff Bezos, sostiene da tempo che un giorno milioni di persone vivranno e lavoreranno nello spazio, mentre sia la NASA che il CEO di SpaceX Elon Musk hanno espresso apertamente l’obiettivo di vivere sulla Luna e su Marte. Questo potrebbe essere l’anno in cui la vita tra le stelle diventerà un po’ più realizzabile.

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