
Come una blockchain governance potrebbe trasformare le nostre aziende in posti più trasparenti, responsabili ed efficienti.
Nel contesto attuale, in cui l’innovazione tecnologica sta di fatto rivoluzionando il modo in cui le aziende operano, c’è un concetto che sta guadagnando sempre più importanza. È il concetto di Smart Company, un modello di organizzazione che si basa sull’integrazione di tecnologie avanzate per migliorare l’efficienza, la trasparenza, la responsabilità aziendale. Tra gli strumenti più promettenti in questo senso troviamo cose come gli Smart Contract e la Blockchain Governance. In questo articolo, esploreremo come questi strumenti possano trasformare le nostre aziende in luoghi più trasparenti, responsabili ed efficienti.
Partiamo da un quesito di fondo, basico ma tutt’altro che scontato: cosa intendiamo esattamente quando parliamo di Smart Company? Una Smart Company è un’organizzazione in grado di sfruttare le tecnologie digitali per ottimizzare i processi interni, migliorare la gestione delle risorse e, ciò facendo, aumentare la competitività sul mercato. Il modello Smart Company, quindi, si concentra sull’integrazione di soluzioni innovative come l’Internet delle Cose (IoT), l’Intelligenza Artificiale (A.I.) e la Blockchain, nell’ottica “finale” di creare un ambiente di lavoro più dinamico e reattivo, come tale maggiormente capace di adattarsi e reagire in modo efficace agli stimoli di un mercato ultra-dinamico, ultra-complesso ed ultra-competitivo.

ChatGPT/MIT TR IT
All’interno di questo contesto, gli Smart Contracts rappresentano programmi che utilizzano la tecnologia Blockchain per automatizzare l’esecuzione dei contratti. In sostanza, si tratta di contratti che vengono scritti in codice, ed eseguiti automaticamente quando vengono soddisfatte determinate condizioni. Di fatto, offrono diversi vantaggi tra cui la trasparenza, l’immutabilità e la certezza dell’esecuzione, eliminando al contempo la necessità di intermediari, ed abbattendo i costi ed i tempi di transazione. Sin qui abbiamo più volte nominato la Blockchain, sia in termini di soluzione innovativa che di tecnologia; va tuttavia chiarito il fatto che uno sviluppo efficiente della soluzione Smart Contract non può prescindere da una messa a terra di questo strumento all’interno di un contesto che, ancora una volta, ha a che fare con la Blockchain, questa volta però in termini più sistemici.
Tutto questo, dunque, implica parlare di Blockchain Governance. Ovvero, di utilizzo della tecnologia Blockchain per gestire e regolare le attività aziendali, attraverso un registro condiviso ed immutabile che consente a tutti i partecipanti autorizzati di accedere alle stesse informazioni in tempo reale. La Blockchain Governance è un pre-requisito essenziale, in quanto aumenta la fiducia tra le parti, migliorando la trasparenza e la sicurezza delle transazioni. Calando l’implementazione di contratti smart all’interno di una cornice di governance improntata alla Blockchain, è possibile raggiungere una serie importante di quick wins.
Vediamo i principali:
- Trasparenza e Sicurezza. Come detto, la Blockchain offre un registro immutabile delle transazioni, garantendo che tutte le operazioni siano visibili e verificabili da tutti i partecipanti. Questo livello di trasparenza riduce il rischio di frodi, ed aumenta la fiducia tra le parti coinvolte.
- Efficienza e Riduzione dei Costi. Gli Smart Contract automatizzano i processi, eliminando la necessità di intermediari e riducendo i costi associati alle transazioni. L’automazione, poi, è in grado di ridurre gli errori umani ed accelerare esponenzialmente i tempi di elaborazione.
- Responsabilità e Sostenibilità. Un meccanismo di Blockchain può tracciare l’origine dei prodotti, e garantire in questo modo che le aziende operino in modo sostenibile. Questo aspetto è particolarmente rilevante nel Facility Management, dove la tecnologia aiuta a migliorare l’efficienza energetica e di conseguenza ridurre l’impatto ambientale.
- Gestione dei dati. La Blockchain offre un sistema sicuro e decentralizzato per la gestione dei dati personali e di proprietà intellettuale. Questo è particolarmente utile in tutte le industry che si trovano a maneggiare una mole importante di dati più o meno sensibili (ad esempio, pensiamo al settore sanitario), ed hanno di conseguenza l’obbligo di raggiungere un livello solido ed elevato di protezione delle informazioni.
Incorporare gli Smart Contracts (ed una cornice di Blockchain Governance) nelle operatività quotidiane delle organizzazioni è una mossa che può portare ad una trasformazione significativa, dischiudendo una maggior trasparenza, responsabilità ed efficienza. A questi vantaggi si lega un valore tangibile, acuito se possibile dal fatto che l’adozione di queste tecnologie diventa una scelta ancor più strategica per le aziende che desiderano rimanere competitive nel mercato attuale, consolidando un vantaggio significativo rispetto ai relativi competitor. Aggiungiamo una nota ulteriore: dotarsi di una Blockchain Governance è qualcosa che può aiutare le aziende anche a migliorare la loro immagine pubblica. Perché dimostra un impegno verso la sostenibilità e la trasparenza, un aspetto questo che esercita sempre più richiamo per gli stakeholder, oggi più che mai in cerca di aziende autenticamente responsabili ed eticamente orientate.
Se desideriamo raggiungere un futuro fatto di aziende non solo più “moderne”, ma anche più sostenibili, e come tali connotate da una readiness autentica ad affrontare le sfide del mercato con fiducia ed innovazione, il primo e fondamentale passo transita di necessità dall’adozione intelligente di questa combinazione virtuosa. Ogni transizione, tuttavia, porta con sé un prezzo, reale o potenziale, da pagare.

ChatGPT/MIT TR IT
L’adozione dei contratti smart, parimenti all’implementazione di una governance direttamente connessa con la Blockchain, non è da meno, ed oggi incontra diversi ostacoli in azienda. I principali ruotano tutti attorno ad alcune macro-aree finite:
- La mancanza di standard comuni tra le diverse piattaforme Blockchain può rendere difficile l’integrazione e l’interoperabilità tra sistemi diversi; la tecnologia Blockchain, poi, è ancora in fase di sviluppo e può presentare limitazioni in termini di scalabilità, rendendo difficile gestire un alto volume di transazioni. Aggiungiamo un limite a livello di competenze: la traduzione del linguaggio giuridico in codice informatico richiede competenze sia tecniche che legali, che non sempre sono disponibili all’interno delle aziende.
- L’attuale assenza di una regolamentazione chiara e coerente sulla tecnologia Blockchain come sugli Smart Contracts rappresenta un ostacolo significativo. Gli Smart Contracts, inoltre, devono di necessità essere progettati per rispettare le normative esistenti.
- Le aziende possono avere difficoltà a fidarsi completamente della tecnologia Blockchain e degli Smart Contracts, specialmente se non hanno alle spalle un’esperienza diretta con queste tecnologie. L’adozione degli Smart Contracts richiede un cambiamento culturale che può essere difficile da implementare, specialmente se il personale non è abituato a lavorare con tecnologie innovative. Implementare una piattaforma Blockchain e sviluppare Smart Contracts, da ultimo, può richiedere investimenti iniziali anche significativi, come tali potenzialmente indigesti per le piccole e medie imprese.
La soluzione a tutto questo richiede un approccio olistico, in grado di abbracciare tanto gli aspetti più tecnici (inclusi quelli legati alla normativa), quanto quelli più organizzativi (spesso di matrice culturale). Non è un dazio irrisorio, ma il tema più autentico, forse, risiede altrove. Possiamo permetterci di soprassedere ai notevoli vantaggi che tutto questo può comportare per le nostre organizzazioni, specialmente in una cornice in cui i benefici di una commistione ragionata di Blockchain Governance e Smart Contracts rischiano seriamente di costituire la killer application nell’affrontare con successo il mercato e le sue fluttuazioni competitive?
Anna Zanardi è International Board Advisor e Change Consultant, esperta di trasformazione organizzativa e strategia, affianca i Ceo ed il Top Management (100+ AD) di aziende quotate e private (18 delle quali presenti nel ranking Fortune Global 500), istituzioni no-profit, enti governativi. Economista, psicologa, teologa, autrice di 20+ libri sulla leadership, ha insegnato in università italiane e straniere. Prima autrice italiana (e fra i primi autori in Europa) a pubblicare un libro sul coaching (“Coaching Automotivazionale”, FrancoAngeli, 1999), collabora con testate nazionali ed internazionali.





