
Intelligenza artificiale, diagnostica per immagini, medicina di precisione e nuove terapie stanno trasformando il percorso di cura. Al Bracco Innovation Day 2026, esperti internazionali si sono confrontati sulle opportunità scientifiche e tecnologiche, ma anche sulle condizioni necessarie perché l’innovazione produca valore per i pazienti e per i sistemi sanitari.
La medicina sta cambiando non soltanto grazie all’introduzione di nuove tecnologie, ma anche per il modo in cui queste vengono integrate nei percorsi di cura.
Strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale permettono di elaborare quantità crescenti di dati; la diagnostica per immagini offre strumenti più sofisticati per osservare i processi biologici e le nuove frontiere terapeutiche aprono prospettive per patologie finora difficili da trattare.
La sfida è trasformare queste possibilità in diagnosi più tempestive, decisioni cliniche più informate e trattamenti mirati.
È stato questo il contesto nel quale si è sviluppato Bracco Innovation Day 2026, l’evento organizzato dal Gruppo Bracco il 6 ottobre negli spazi di MIND, il Milano Innovation District, dove si sono riuniti oltre 200 esperti esterni e professionisti Bracco provenienti da tutto il mondo.
Più di 20 speaker internazionali si sono alternati sul palco dell’evento tra keynote e tavole rotonde dedicate all’incontro tra scienza, tecnologia e innovazione, con contributi dalla ricerca, dall’industria e dalla pratica clinica sulle sfide che attendono la sanità.
Le dimensioni del mercato restituiscono la portata del cambiamento. Secondo Mordor Intelligence, il mercato globale della diagnostica per immagini supera gli 82 miliardi di dollari e potrebbe raggiungere i 102,56 miliardi entro il 2031. Per l’intelligenza artificiale applicata al settore, Grand View Research stima un valore di 2,5 miliardi di dollari nel 2026, destinato a salire fino a 20,2 miliardi entro il 2033.
Al di là delle dimensioni economiche, è il ruolo stesso della diagnostica a evolvere. Integrate con dati clinici e informazioni biologiche, le immagini possono contribuire a caratterizzare meglio una patologia, valutare i rischi e orientare le scelte terapeutiche.
È una prospettiva che avvicina la medicina a modelli più personalizzati e richiede una collaborazione sempre più stretta tra discipline scientifiche, competenze tecnologiche e professionisti sanitari.
Dall’intelligenza artificiale alla medicina del futuro
Nel suo intervento di apertura, Diana Bracco, presidente e CEO del Gruppo, ha richiamato le possibilità aperte dalla sanità digitale, dall’IA e dai progressi della diagnostica per immagini. Per l’azienda, ha sottolineato, innovare significa anche anticipare il cambiamento, sviluppando soluzioni in grado di creare valore per gli operatori sanitari e, soprattutto, per i pazienti.
«Il valore dell’imaging si sposterà dal vedere di più al comprendere meglio», ha osservato Bracco.
La ricerca di nuove possibilità per la diagnostica preventiva e personalizzata passa anche dal confronto con chi lavora ogni giorno nella pratica clinica e nella ricerca.
Per questo motivo la CEO del Gruppo Bracco ha sottolineato il valore del dialogo con medici, radiologi, specialisti di medicina nucleare e mondo accademico per individuare le direzioni su cui lavorare nei prossimi anni.
Perché le nuove possibilità diventino innovazione clinica, però, non basta sviluppare strumenti più avanzati. Occorre verificarne l’affidabilità e integrarli nei processi sanitari. Nell’imaging, questo significa mettere in relazione tecnologie diagnostiche, dati e conoscenze scientifiche per fornire ai professionisti informazioni utili a orientare le decisioni.
Nel suo speech intitolato “The Future of Healthcare”, Bertalan Meskó, direttore del Medical Futurist Institute di Budapest, ha delineato alcune delle trasformazioni tecnologiche e culturali che potrebbero ridisegnare la sanità nel prossimo decennio, dalla medicina predittiva al rapporto tra medico e paziente.
La diffusione dell’IA e degli strumenti digitali pone interrogativi che vanno oltre le prestazioni dei singoli sistemi: come cambieranno il lavoro dei professionisti, l’organizzazione dei servizi e il coinvolgimento dei pazienti? Quali competenze serviranno per integrare queste tecnologie nella pratica quotidiana?
Per Meskó, il cambiamento è anche culturale. Il paziente diventa il punto attorno al quale organizzare diagnosi, monitoraggio e trattamento, mentre l’intelligenza artificiale entra nella relazione di cura come un nuovo elemento della squadra. Medici e pazienti dovranno quindi ripensare ruoli e modalità di collaborazione, imparando a lavorare in un contesto diverso da quello che ha caratterizzato la medicina per secoli.
Dalla ricerca alla pratica clinica
Il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica resta uno dei nodi decisivi. L’imaging molecolare e le tecnologie diagnostiche avanzate ampliano le possibilità di osservare i processi biologici e caratterizzare le patologie, ma per arrivare nei contesti di cura servono evidenze validate, valutazioni regolatorie e un’integrazione efficace nei processi sanitari.
Il valore di una tecnologia si misura anche nella sua capacità di funzionare nei contesti clinici reali. Per questo è necessario collegare ricerca, sviluppo e assistenza, verificando che le soluzioni siano appropriate, affidabili e rispondano a bisogni concreti.
Il confronto tra industria e mondo clinico è particolarmente importante nell’imaging, dove l’evoluzione degli strumenti può incidere sia sull’identificazione della malattia sia sulle decisioni successive, contribuendo a definire percorsi di cura più aderenti alle caratteristiche del paziente e della patologia.
La medicina di precisione, dunque, non dipende soltanto dalla quantità di dati disponibili, ma dalla possibilità di interpretarli e tradurli in informazioni clinicamente utili.
Le tecnologie diagnostiche più avanzate possono andare oltre l’identificazione di una patologia. Possono aiutare a caratterizzare le lesioni, valutarne l’aggressività e prevedere la possibile risposta alle terapie.
Come ha sottolineato Maria Cristina Messa – professoressa ordinaria di Diagnostica per immagini e radioterapia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca (di cui è stata Rettrice dal 2013 al 2019) ed ex Ministra dell’Università e della Ricerca nel governo Draghi (2021-2022) – questo progresso può migliorare le decisioni cliniche e contribuire a rispondere ai bisogni dei singoli pazienti. Rimane però una condizione essenziale: che le nuove tecnologie siano accessibili, anche alla luce dei costi che comportano.
Prevenzione e sostenibilità: il valore dell’innovazione nel lungo periodo
Per i sistemi sanitari, la sfida è valutare investimenti i cui benefici possono manifestarsi nel tempo. Una diagnosi precoce, una migliore caratterizzazione della malattia o un trattamento più mirato possono modificare il percorso assistenziale: il loro valore, quindi, non si esaurisce nel costo della singola prestazione o della tecnologia impiegata.
Con l’allungamento dell’aspettativa di vita cresce l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, mentre i sistemi sanitari devono rispondere a bisogni più complessi con risorse limitate. La questione è come distribuire queste risorse e valutare i risultati ottenuti nel medio e lungo periodo.
Amelia Compagni, direttrice del CeRGAS di SDA Bocconi, ha affrontato il rapporto tra innovazione, prevenzione e sostenibilità, sottolineando la necessità di affiancare alla valutazione della spesa immediata quella dei risultati di salute e dell’impatto sulla gestione delle risorse.
L’innovazione, tuttavia, non garantisce di per sé una maggiore sostenibilità. A fare la differenza è anche il modo in cui viene sviluppata e introdotta nei sistemi sanitari, sottoposti a pressioni legate alla carenza di personale e a incertezze ambientali e geopolitiche. Per Compagni, è fondamentale che gli innovatori si confrontino fin dalle prime fasi con gli altri attori del sistema, anche quando hanno linguaggi, priorità e interessi differenti.
Le patologie oncologiche, cardiovascolari e neurodegenerative mostrano quanto sia importante collegare ricerca, diagnosi e assistenza. Individuare prima i rischi e comprendere meglio l’evoluzione della malattia può contribuire a ripensare i modelli di cura, a condizione che le innovazioni siano applicabili nei contesti reali e sostenibili per il sistema.
Le nuove frontiere terapeutiche e la convergenza tra diagnosi e cura
Il cambiamento investe anche il trattamento delle malattie. Nuove frontiere terapeutiche ampliano le possibilità di intervento e rendono sempre più importante il dialogo tra diagnosi e cura.
Al Bracco Innovation Day si è discusso di ultrasuoni focalizzati, terapie con radioligandi e altri approcci emergenti, mettendone a fuoco il potenziale e le difficoltà di introduzione nella pratica clinica. Ambiti diversi che richiedono di collegare ricerca avanzata e bisogni terapeutici ancora insoddisfatti.
La diagnostica può contribuire non soltanto alla selezione del trattamento e alla valutazione della sua efficacia. Oggi, può anche partecipare più direttamente al processo di cura. La distinzione tra diagnosi e terapia, così come quella tra strumenti per osservare la malattia e strumenti per trattarla, diventa meno netta. Anzi, ciò che prima erano due percorsi separati, oggi puntano a una sempre maggiore convergenza.
Il progresso, quindi, dipende sempre più dalla capacità di combinare strumenti diagnostici, conoscenze biologiche, dati e soluzioni terapeutiche in percorsi coerenti con le esigenze del paziente.
Dalla tecnologia al valore per le persone
Il Bracco Innovation Day 2026 ha messo al centro una questione: come trasformare il progresso scientifico in risultati concreti. Intelligenza artificiale, diagnostica avanzata e nuove terapie ampliano le possibilità della medicina, ma il loro impatto dipenderà dalla solidità delle evidenze e dalla capacità di integrarle nei percorsi clinici in modo sostenibile.
Non basta quindi sviluppare tecnologie più potenti. Occorre creare le condizioni perché aiutino a comprendere meglio le malattie, individuare prima i rischi e orientare decisioni cliniche più precise.
La diagnostica per immagini è una componente di cruciale importanza in questa trasformazione. Una medicina sempre più capace di anticipare i rischi e personalizzare le risposte, anziché intervenire soltanto quando la malattia si manifesta.
Un percorso in costante evoluzione nel quale scienza, tecnologia, industria e pratica clinica sono chiamate a collaborare per trasformare nuove possibilità in valore per la salute.





