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Il litbox e l'interfaccia grafica mobile di monitoraggio

Tecnologia e governance italiane per un sistema innovativo in grado di ricostruire in tempo reale i profili di utilizzo degli elettrodomestici e monitorarne i consumi.

L’ecosistema startup italiano è sotto i riflettori anche del Politecnico di Milano, con l’Osservatorio Startup Thinking che ne monitora l’evoluzione, analizzando centinaia di realtà innovative ad alto potenziale tecnologico ogni anno. Tra le startup censite, lit si distingue per la sua tecnologia che permette di disaggregare i consumi energetici domestici e aziendali identificando in tempo reale quali elettrodomestici sono attivi e quanto stanno consumando. La tecnologia è abilitata da un dispositivo compatto installabile direttamente in una presa presso il quadro elettrico.

La startup é inoltre a governance interamente femminile, rappresentando un caso distintivo nel panorama tecnologico italiano. L’Osservatorio Startup Thinking ha intervistato le fondatrici per approfondire la tecnologia , scoprire la storia e le sfide della startup in un settore dominato da player consolidati.

La tecnologia di lit

Nel contesto della crescente elettrificazione e della necessità di strumenti precisi ma non invasivi per l’analisi energetica, lit si propone come soluzione integrata che unisce un dispositivo hardware compatto e algoritmi avanzati per la disaggregazione dei consumi. Utilizzando tecniche di Non-Intrusive Load Monitoring (NILM), lit è in grado di ricostruire in tempo reale i profili di utilizzo degli elettrodomestici da una singola sorgente di misura.

La possibilità di monitorare in dettaglio i consumi elettrici rappresenta un elemento fondamentale per abilitare la transizione energetica, tuttavia la maggior parte delle soluzioni attualmente disponibili prevede l’installazione di sensori multipli o smart plug distribuite, con costi e complessità significative. Il Non-Intrusive Load Monitoring (NILM) nasce proprio per superare questo ostacolo, proponendo un approccio differente: anziché misurare ogni carico separatamente, analizza il comportamento complessivo dell’impianto elettrico da un singolo punto, tipicamente all’ingresso o su una singola linea. lit adotta questo principio e lo declina in una soluzione concreta, facile da installare e capace di adattarsi a diversi contesti applicativi, dalla casa all’ufficio.

Il dispositivo lit

Il dispositivo litbox

Una definizione del problema NILM – Non-Intrusive Load Monitoring

Il NILM può essere descritto come il tentativo di identificare e monitorare i dispositivi elettrici attivi all’interno di un impianto a partire dalla sola misura aggregata del consumo elettrico complessivo. In altri termini, si cerca di ricostruire, in modo automatico, quali apparecchi sono accesi in un dato momento e quanta energia stanno utilizzando, senza misurarli direttamente. Affrontare questo problema implica distinguere le “firme elettriche” dei singoli dispositivi, ossia quei pattern caratteristici che ogni carico produce quando si accende, si spegne o entra in uno stato operativo.

La disaggregazione delle singole firme elettriche è resa complessa da diversi fattori tecnici: sovrapposizione di segnali, presenza di rumore, comportamenti d’uso variabili e, in particolare, la scarsità di dati reali etichettati. La raccolta di dataset affidabili per l’addestramento di questi modelli richiede installazioni complesse e hardware dedicato, capace di misurare il segnale di potenza con alta granularità e accuratezza. Per ragioni logistiche e di costo, tali dati sono spesso raccolti su un numero limitato di elettrodomestici per lunghi periodi, limitando la varietà e la rappresentatività dei casi osservati.

Per superare questi limiti, lit utilizza tecniche di ricombinazione dei dati che permettono di simulare scenari realistici a partire da segnali registrati singolarmente, variandone il contesto di attivazione, la durata e la sovrapposizione. Questa strategia consente di arricchire artificialmente lo spazio delle situazioni possibili, migliorando la capacità del modello di generalizzare su nuove installazioni.

L'interfaccia mobile e desktop per il monitoraggio dei profili e dei consumi

L’interfaccia mobile e desktop per il monitoraggio dei profili e dei consumi

L’architettura tecnica del dispositivo

L’intera architettura tecnologica di lit è oggetto di domanda di brevetto. Il sistema si basa su un dispositivo elettronico compatto, progettato per l’installazione diretta in una presa o in prossimità del quadro elettrico. L’hardware è in grado di misurare in tempo reale grandezze elettriche fondamentali come corrente e tensione, derivando da esse informazioni su potenza, energia, qualità della rete e altri indicatori utili.

A bordo del dispositivo avviene una prima elaborazione del segnale, con estrazione di caratteristiche utili all’identificazione dei carichi. I dati vengono successivamente trasmessi a una piattaforma cloud sicura attraverso una connessione crittografata, riducendo al minimo il traffico dati senza compromettere la qualità delle informazioni.

Il design del dispositivo è orientato alla robustezza, alla compatibilità normativa e alla semplicità di installazione. La piattaforma cloud associata consente una gestione flessibile, integrabile nei flussi ESG o nei sistemi di monitoraggio energetico esistenti.

Il motore software per la disaggregazione

Il cuore dell’intelligenza di lit risiede negli algoritmi di disaggregazione, che operano sulla base dei dati pre-processati ricevuti dal dispositivo. La soluzione combina approcci basati su reti neurali convoluzionali, utilizzate per l’identificazione dei pattern caratteristici dei dispositivi, con modelli ricorrenti che catturano le dinamiche temporali di accensione e spegnimento.

A valle dell’elaborazione, un modulo decisionale ottimizza i risultati riducendo i falsi positivi e garantendo coerenza temporale. Ogni sequenza di misura viene associata a un insieme di probabilità di attivazione per i dispositivi noti, restituendo una stima dettagliata dei consumi individuali.

Il modello è addestrato su un ampio dataset proprietario costruito attraverso campagne di misura in ambienti reali. Mediante tecniche di aggiornamento continuo, il sistema evolve e si adatta progressivamente a nuovi profili di utilizzo e tipologie di carichi.

Le sfide del B2B2C e B2B nel settore energetico

La transizione nel business model ha portato lit a confrontarsi con le dinamiche peculiari dei modelli B2B2C e B2B nel settore energetico, caratterizzato da una natura oligopolistica e da una tradizionale lentezza nell’adozione di innovazioni.

La startup collabora principalmente con PMI per il monitoraggio energetico e con fornitori di energia nel settore domestico che cercano soluzioni per la fidelizzazione dei clienti in un mercato ad alto tasso di abbandono.

“Il percorso nelle collaborazioni B2B2C nel settore energetico non è stato privo di ostacoli”, spiegano Lucentini e Poggi. “Il primo ostacolo è rappresentato dai cosiddetti ‘clienti elefante’: grandi organizzazioni caratterizzate da processi decisionali complessi, dove il potere decisionale è spesso lontano dal tavolo di discussione tecnica. Questo fenomeno porta a un rallentamento delle decisioni, dilatando significativamente i tempi di chiusura delle trattative.”

Un secondo elemento critico identificato è la difficoltà delle aziende nell’integrazione di nuove tecnologie compatibili con i sistemi interni. Anche quando l’interesse per soluzioni innovative è presente, l’implementazione efficace richiede interventi su molteplici fronti. Le tempistiche del B2B seguono percorsi particolarmente estesi: mediamente 6-8 mesi dalla prima interazione alla concretizzazione dell’accordo. Questo processo comprende fasi di test pilota, negoziazione, contrattualizzazione e implementazione, con coinvolgimento sequenziale di diversi reparti (R&D, marketing, direzione) e multiple iterazioni di feedback.

“Nonostante queste complessità strutturali, abbiamo saputo trasformare le sfide in opportunità”, sottolineano le fondatrici. “Collaborare con grandi aziende ci ha permesso di beneficiare di feedback qualificati e di volumi di ordini che garantiscono stabilità finanziaria. Inoltre, la credibilità acquisita attraverso partnership con player consolidati del settore rappresenta oggi un importante leva per accelerare l’acquisizione di nuovi clienti.”

La nascita di un’idea brillante

L’origine di lit è legata a un’esperienza concreta vissuta da una delle fondatrici. “Eravamo studentesse fuorisede a Roma, io e Altea Poltronieri, e ci trovavamo a fare i conti con consumi energetici difficili da controllare in un appartamento condiviso”, racconta Alessia Lucentini. “Da questa frustrazione quotidiana è nata l’intuizione di sviluppare un sistema che permettesse di monitorare e ottimizzare i consumi energetici in modo semplice e accessibile.”

Alessia Lucentini, dottoranda in Banking and Finance, partecipa successivamente a un programma dedicato all’imprenditoria femminile dove incontra Alessia Poggi, business lawyer con esperienza in ambito contrattuale e competenze nel diritto societario, già familiare con il settore energetico. Le due decidono di trasformare l’intuizione in impresa formando il team fondatore di lit, che si completa con il CTO Cristian, PhD in Electronic Engineering, e l’Head of R&D Luca, Postdoc in Machine Learning.

Il percorso di crescita registra tempistiche rapide: nel 2022 la startup viene selezionata per il programma di Dock3, vincendo il primo premio e un riconoscimento specifico per il settore sostenibilità. I premi ricevuti permettono di costituire la società, sviluppare i prototipi iniziali e avviare le prime attività di marketing. Dopo la partecipazione al programma di pre-accelerazione di Bocconi for Innovation, lit entra nell’acceleratore Zero.

Un momento cruciale nel percorso di lit è rappresentato dal pivoting verso il modello B2B2C e B2B. “Ci siamo rese conto che il marketing consumer richiedeva competenze che non avevamo nel team”, spiega Lucentini. “Oggi con lit miriamo a diventare un data provider per tutto il mondo Energy con un focus sulla trasformazione dei dati di consumo in informazioni utili per le decisioni quotidiane.”

La governance al femminile: una duplice sfida

La governance interamente femminile di lit ha rappresentato un elemento distintivo nel percorso della startup, portando con sé specifiche dinamiche e sfide nel contesto imprenditoriale italiano.

“Essere una startup a governance femminile ha rappresentato un percorso indubbiamente più difficoltoso”, raccontano le fondatrici. “Dobbiamo affrontare pregiudizi e stereotipi che richiedono uno sforzo supplementare per guadagnare credibilità.” Le interazioni professionali evidenziano un fenomeno che Poggi e Lucentini definiscono di duplice validazione: “mentre le competenze manageriali maschili vengono generalmente assunte come date, noi abbiamo la necessità sistematica di dover dimostrare la nostra preparazione oltre la presentazione formale del ruolo.”

Questo processo di accreditamento risulta particolarmente complesso nei contesti tecnici. “Si manifesta una tendenza a indirizzare automaticamente l’attenzione verso le figure maschili del team, anche quando non rivestono ruoli dirigenziali”, spiegano le fondatrici.

“Un altro elemento ricorrente è la presenza di feedback valutativi espliciti sul nostro operato al termine degli incontri di business, spesso formulati con una connotazione di sorpresa per la competenza dimostrata.”

L’esperienza di lit evidenzia una criticità strutturale che trascende l’ecosistema startup: la scarsa visibilità delle donne che stanno facendo la differenza nelle proprie professioni contribuisce alla mancanza di modelli di riferimento. In questo contesto, il percorso di Alessia Poggi e Alessia Lucentini acquisisce un valore che supera il successo imprenditoriale e tecnologico, posizionandole come role models per le future generazioni di imprenditrici italiane.

 

Asia Corradi è Analista all’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano.