• Da sinistra a destra: Mohamed Chouaib, capo della Delegazione ONU del governo a Tobruch, Fayez Sarraj, primo ministro libico, Saleh Almkhoz , vice presidente del Congresso Nazionale Generale libico
Una via di rivincita per la Libia
La formazione del nuovo governo e l’auspicabile accordo tra le fazioni di Tripoli e di Tobruk potrebbero avere un effetto positivo sui destini del Paese nordafricano e restituire maggiore stabilità al mercato petrolifero interno.
Alla luce dell’accordo firmato a Skhirat, in Marocco, lo scorso 17 dicembre è stata annunciata la formazione di un governo di unità nazionale in Libia. 32 i ministri di un esecutivo che dovrà essere approvato dai 2 parlamenti libici. L'accordo e l'eventuale insediamento del nuovo governo potrebbero avere effetti positivi sul mercato petrolifero interno, la cui produzione è 4 volte più bassa rispetto all’inizio della crisi nel 2011. Nel lungo periodo, questo potrebbe spingere la Banca centrale libica ad una più ampia redistribuzione degli introiti dalla vendita del greggio alle fazioni di Tripoli e Tobruk. Tuttavia, l’attacco alla città di Zliten, 35 chilometri da Misurata, in Tripolitania, che lo scorso 7 gennaio ha causato oltre 47 vittime, uno dei più gravi dopo il tentato colpo di stato dell’ex generale Khalifa Haftar nel 2014, ha messo a dura prova la tenuta dell’intesa. Non solo, i jihadisti attivi in Libia sembrano impegnati in nuovi attacchi mirati contro i terminal petroliferi locali. Questa strategia potrebbe contribuire ad indebolire la fragile intesa tra Tripoli e Tobruk e avvicinare un intervento internazionale in Libia.