• Burkholderia Cepacia Complex. CDC/Larry Stauffer
Una guerra tra batteri che muta con l'età
I batteri responsabili delle infezioni polmonari negli individui affetti da fibrosi cistica sono diversi. Una ricerca offre ora una spiegazione all'apparente discriminazione d'età di alcuni patogeni.
di Lisa Ovi 03-09-20
Nei pazienti affetti da fibrosi cistica, diversi tipi di batteri possono causare infezioni polmonari. I batteri della specie Pseudomonas Aeruginosa, responsabili di casi di polmonite, infettano tipicamente neonati o bambini piccoli e persistono per tutta la vita, mentre le specie Burkholderia Cepacia Complex infettano solo adolescenti e adulti. Sebbene le infezioni da Burkholderia siano rare, quando prendono piede, sono mortali.

Sotto la guida di Peggy Cotter, PhD, professoressa presso il Dipartimento di Microbiologia e Immunologia dell'UNC, ricercatori della UNC School of Medicine hanno scoperto il motivo per l'apparente discriminazione basata sull'età di questi elementi patogeni. I risultati dello studio sono stati pubblicati da Cell Host & Microbe.

Secondo i risultati dello studio, sia Pseudomonas che Burkholderia utilizzano armi tossiche, chiamate Type VI Secretion Systems (T6SS), per competere tra loro e e stabilire la dominanza l'uno sull'altro. I ricercatori suggeriscono la possibilità di prendere di mira, o imitare, le armi utilizzate dai batteri per sconfiggerli prima che causino danni irreparabili ai polmoni dei pazienti.

Gli scienziati si domandano da tempo come mai i batteri Burkholderia non provochino infezione in neonati e bambini piccoli. Dagli esperimenti progettati e condotti da Andrew Perault, primo autore del nuovo studio, i batteri Pseudomonas isolati in neonati e bambini piccoli usano il proprio T6SS come un arpione per sparare tossine e uccidere i batteri concorrenti, tra cui i Burkholderia. Nonostante anche i batteri Burkholderia producano T6SS, non risultano efficaci nella competizione con gli esemplari di Pseudomonas prelevati da giovani pazienti affetti da fibrosi cistica.

Gli stessi batteri Pseudomonas, una volta adattati alla vita nei polmoni dei pazienti, perdono la capacità di produrre T6SS e di combattere gli avversari. È quindi il turno dei batteri Burkholderia, forti dei propri T6SS, di prevalere sugli Pseudomonas e stabilire una nuova infezione.

Secondo i ricercatori, il T6SS dei batteri Burkholderia potrebbe rappresentare un nuovo obiettivo terapeutico per la ricerca medica. Inoltre, una valutazione della capacità di secernere T6SS nelle popolazioni di Pseudomonas residenti nel tratto respiratorio di un paziente, può divenire un fattore predittivo del potenziale rischio di infezione fatale da Burkholderia.

(lo)