Un sensore flessibile per il cuore
Nuovi dispositive elettronici flessibili hanno più possibilità di mappare l'attività cardiaca.
Un nuovo dispositivo elettronico biocompatibile flessibile riesce a produrre un'immagine più dettagliata dell'attività elettrica di un cuore che batte. Questa mappa elettrica in alta risoluzione potrebbe aiutare a migliorare diagnosi e terapia delle anomalie cardiache individuando aree danneggiate o circuiti inceppati. Ad oggi, il modo migliore di mappare l'attività elettrica del cuore è inserire attraverso una vena nel cuore del paziente una sonda munita in punta di sensori elettrici. La sonda viene usata per misurare l'attività elettrica in diversi punti dei tessuti, per mettere insieme un quadro generale dell'attività elettrica. Un elettrocardiogramma, che rileva segnali dall'esterno del corpo, non fornisce un quadro altrettanto preciso. "Ci possono volere ore per mappare da dove originino nel cuore i segnali registrati," afferma Brian Litt, neurologo e ingegnere biomedico presso la University of Pennsylvania, tra i ricercatori senior del progetto. "Creando una mappa ad alta definizione è molto possibile che si riesca a rilevare localmente segnali di un'aritmia prima dell'effettiva occorrenza." Il dispositivo flessibile permetterebbe di connettere un alto numero di sensori alle pareti del cuore pulsante, misurandone quindi l'attività elettrica da più posizioni nonostante il movimento in corso. Gli apparati elettronici necessari alla registrazione delle attività sono già costruiti nel dispositivo, con il risultato di raccogliere ancora più dati. Il nuovo dispositivo è spesso 25 micron e copre un'area di 1,5 cm quadrati. Contiene più di duemila transistor racchiusi da un rivestimento flessibile ricoperto da 288 elettrodi sensori. Ad ora, il dispositivo è stato testato con successo sui maiali. è la prima volta che dispositivi elettronici flessibili vengono utilizzati in una densità percentuale così alta su di una strumentazione medica, racconta John Rogers, ingegnere presso la University of Illinois, Urbana-Champaign, che ha collaborato ai lavori. "Questi dispositivi contengono più transistor di qualunque strumento flessibile finora conosciuto," afferma.