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    Un saluto a Piero Angela

    Piero Angela se ne è andato. Nato a Torino il 22 dicembre 1928, ha lasciato silenziosamente anche le nostre case, perché in tutte le nostre case era di casa.

    Piero Angela aveva 93 anni, ma non ci sembra di averlo mai perso di vista, abituati come eravamo a incontrarlo sui teleschermi, sempre sorridente, sempre misurato e preciso, quasi facesse ormai parte integrante e permanente di quella nuova ed estesa comunità costituita dai mezzi di comunicazione di massa.


    Ovviamente i nostri lettori potranno trovare in Rete tutte le notizie sulla sua felice e fervida carriera di cronista radiofonico, di inviato e di conduttore del TG, ma soprattutto sui suoi celebri programmi di divulgazione scientifica, da Quark a Superquark, con cui ha conferito alla comunicazione della scienza e della tecnologia, troppo spesso incline ai toni euforici o apocalittici, un accento famigliare, attento e sensibile alle conseguenze che i fronti più avanzati della innovazione possono avere sulla vita quotidiana, anche di chi si trova più lontano dai centri del potere.


    Proprio dal potere, in tutte le sue forme, inclusa la frequente arroganza della conoscenza e della formazione, Angela ha sempre voluto tenersi distante, nella convinzione che divulgare significa condividere democraticamente il sapere, costringendolo a uscire dalle torri d’avorio dei linguaggi specialistici e delle avventure concettuali o istituzionali più astruse. Lo ribadiva con incisività e chiarezza anche nel suo ultimo libro autobiografico, Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute, del 2017.


    D’altronde la sua cordialità, vale a dire la confluenza di interessi con i suoi interlocutori, abbiamo avuto modo noi stessi di sperimentarla, sia in circostanze professionali, editoriali o congressuali, sia in circostanze più personali, in cui la prossimità culturale trovava sostegno anche nella prossimità logistica.


    Due momenti, per altro non momentanei, della sua ricchissima vita di intellettuale e interprete del nostro tempo vorremmo in particolare ricordare in questo nostro affettuoso saluto.


    In primo luogo, il suo contributo alla fondazione del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, nato da una coraggiosa presa di posizione critica sui fenomeni paranormali, a seguito di una iniziativa promossa da illustri personalità del mondo scientifico italiano, tra i quali Edoardo Amaldi, il premio Nobel Daniel Bovet, Silvio Garattini, Margherita Hack, Ida Magli, Giorgio Tecce, Giuliano Toraldo di Francia, Roberto Vacca, Aldo Visalberghi. Presa di posizione coraggiosa, perché in quella fine degli anni Ottanta i fenomeni paranormali, per ragioni spettacolari quando non truffaldine, godevano di una vasta popolarità.


    In secondo luogo, la sua “rinascimentale” passione musicale, che lo stesso Piero Angela ha voluto ricordare in una recentissima lettera di saluto al suo pubblico: «Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte)». Concludendo con una sottile ironia non priva di un profondo respiro etico: «Penso di avere fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese».


    Che scrivesse “Paese” con la P maiuscola non può stupire. Piero Angela ha sempre voluto tenere congiunto il suo amore per la conoscenza con il suo amore per la comunità in cui e per cui operava con costante impegno e consapevole dedizione. P come “Paese”; P come “Piero”. Buon viaggio, caro e insostituibile Piero.

    (gv)

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