Un mondo “rinnovabile” al 50% entro il 2040
Per Paolo Frankl, responsabile per le energie rinnovabili dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, è soprattutto l’Africa, nella parte Subsahariana, a presentare potenzialità e risorse per un vero cambio di passo, sempre che si rispettino gli impegni sottoscritti a Parigi nel dicembre 2015.
Meno di 2 anni fa il 17% della popolazione del pianeta non aveva accesso all’energia elettrica, un totale di 1,2 miliardi di persone, il 95% delle quali vive nell’Africa Subsahariana e nelle aree in via di sviluppo dell’Asia. Un problema che si riflette sui Paesi coinvolti, ponendo grossi ostacoli sulla via dello sviluppo economico, e creando un paradosso nei molteplici casi in cui il mancato accesso all’elettricità riguarda aree dal grande potenziale energetico, un potenziale che può essere sfruttato solo facendo maggiore ricorso alle energie rinnovabili. È su queste premesse che si basa il piano d’azione messo a punto dall’International Energy Agency (IEA), un piano del quale Paolo Frankl, Capo della divisione per le Energie Rinnovabili dell’Agenzia, ci descrive i tratti essenziali.
“Si tratta di una sfida enorme”, mette subito in chiaro, rispetto alla quale “decisivi saranno i prossimi 5 anni”, un problema la cui soluzione “sta nella combinazione di forniture su larga e piccola scala”, una strategia basata sulla variegata realtà del continente africano, in cui le risorse non mancano.