Ripartire da Parigi
Alla soddisfazione per l’accordo raggiunto alla COP21 fanno da contraltare l’effettiva complessità operativa che occorre per mettere in pratica gli indirizzi politici ed economici che l’intesa stabilisce. L’appello è rivolto a tutti, istituzioni pubbliche e imprese private, affinché colgano questa occasione come un’opportunità di sviluppo e di salvaguardia anche per le future generazioni.
L’Accordo di Parigi è stato salutato con grande entusiasmo sia dai governi firmatari, che da buona parte dell’opinione pubblica internazionale, a lungo preoccupata per un possibile fallimento della COP21 dopo gli insoddisfacenti risultati di Copenaghen, Cancún e Durban. L’accordo universale tra le parti segna un momento di svolta senza precedenti, dettato in gran parte dal riconoscimento collettivo della necessità di agire con urgenza contro il cambiamento climatico. Parigi, tuttavia, non può essere considerata un punto d’arrivo. Anzi. Per quanto considerati positivi e incoraggianti, gli obiettivi di lungo termine fissati a Parigi sono infatti soltanto una base di partenza – certamente più solida che in passato – per l’inizio di un credibile percorso globale verso la decarbonizzazione, la sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico. Per far si che ciò accada, nei prossimi anni sarà necessario un chiaro cambio di passo nelle politiche energetiche degli stati firmatari, nonché una radicale trasformazione dei consumi energetici nei processi produttivi e nei comportamenti quotidiani della comunità globale.