Quando le case mettono il cappotto
Il mondo dell’edilizia si sta concentrando sempre più sul concetto di efficienza e risparmio energetico in fase di progettazione dei nuovi edifici; ora anche le costruzioni più datate possono diventare energicamente più efficienti, grazie a un cappotto.
di Eniday Staff 29-03-19
L’esperienza ce lo dice: se vogliamo isolare il nostro corpo dal freddo che fa fuori, possiamo indossare un bel cappotto caldo e di sicuro avremo una temperatura più confortevole. Più difficile immaginare di far indossare un cappotto alla nostra casa. Versalis e Eni gas e luce, con il supporto tecnico scientifico di Enea, l’hanno fatto.

Eni gas e luce, in particolare, non solo come venditore di gas ed energia elettrica, ma anche come consulente, proponendo un pacchetto di servizi per usare meno – e meglio – l’energia.

Ma di cos’è fatto questo cappotto termico? Una soluzione è fornita da Versalis, azienda chimica di Eni. Produce piccole perle nere di polistirene, che vengono espanse, diventano leggerissime e fuse insieme a formare un pannello. Questo viene incollato nella parete esterna del fabbricato e viene rifinito del colore preferito, apparendo poi come un normale intonaco.

Il cappotto termico così realizzato permette un risparmio energetico intorno al 40%, con un taglio in bolletta e la partecipazione al miglioramento della qualità dell’aria, viste le minori emissioni, così nocive per le nostre città. Inoltre, sfruttando le detrazioni fiscali previste dall’ecobonus, a partire da un costo 100, si può pagare solo 30, che con un finanziamento di 10 anni diventa molto sostenibile.



Si può migliorare l'isolamento termico della propria abitazione? Sì, basta un "cappotto"