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Quando l’elettronica incontra la musica
Dalle passioni di due palermitani nasce un nuovo distorsore a controllo digitale con display integrato.
di Fonte ST 26-11-20
La passione per la chitarra e la passione per l’elettronica. Due amici le hanno messe a fattor comune a Palermo, creando un innovativo distorsore analogico per chitarra che potrà diventare un nuovo standard tra i musicisti.

Ad averlo progettato sono Giulio Zoppi, ingegnere elettronico presso il centro di progettazione STMicroelectronics di Palermo e grande appassionato di chitarra, e Giuseppe Romano, perito elettronico, anch’egli esperto di elettronica (in passato responsabile dell’assistenza tecnica Fender per la Sicilia occidentale) a sua volta bassista nella tribute band a Lucio Dalla “Futura“. Conosciutisi attraverso la musica, durante il lock down della scorsa primavera si sono dati da fare.

«Abbiamo avuto più tempo libero –  racconta Giulio – e abbiamo pensato di capitalizzare questo periodo di difficoltà investendo in qualcosa di produttivo in ambito musicale: visto che uno degli effetti a pedale più utilizzati dai chitarristi è il distorsore (rigorosamente analogico), abbiamo pensato di realizzare la nostra versione, completamente analogica ma arricchita di tutte le potenzialità offerte dal controllo digitale».

È nato così, dopo oltre sei mesi di lavoro, il prototipo del loro distorsore elettronico, che permette al chitarrista di gestire centinaia di diverse sfumature di distorsione, boost e overdrive passando dall’uno all’altro con la semplice pressione di un tasto.

È così possibile spaziare da un suono rock&roll a sonorità blues fino alle timbriche del rock più duro senza alterare il meccanismo analogico alla base della creazione del suono, che rimane lo standard apprezzato dai musicisti. «Oggi – spiega Giulio – i suoni distorti si gestiscono con uno o più pedali boost/distorsori/overdrive configurati in modo diverso. Con il nostro dispositivo è come avere tantissimi pedali configurati in modo diverso, memorizzati in preset richiamatili tramite il controllo digitale».

Non solo. «Stiamo anche lavorando alla portabilità della configurazione – aggiunge Giuseppe Romano – per consentire al chitarrista di esportare i propri preset su una SD card da inserire in altri apparati identici, senza dover portare con sé tutta la pedaliera. Cerchiamo di rispondere alle esigenze dei musicisti: spostamenti e settaggi più facili degli strumenti ovunque si vada e risparmi sui costi».

Nel distorsore elettronico concepito dai due siciliani l’innovazione sta nel coniugare il suono analogico con la potenza del controllo digitale a cui si aggiungono tante funzionalità innovative (non ottenibili in un dispositivo tradizionale basato su switch e mano- pole) e un’interfaccia efficace ed intuitiva. Il “cuore” è un microcontrollore della famiglia STM32 di ST.

Al momento, dicono i due, «stiamo testando il nostro prototipo con la collaborazione di tanti professionisti del settore. Abbiamo avuto feedback ottimi ricevendo tanti suggerimenti interessanti. Uno dei punti di forza del nostro distorsore è anche il display integrato. Utilissimo».

Insomma, un’avanguardia tutta made in Sicily che ambisce ad acquisire una posizione di riferimento sul mercato. L’ obiettivo adesso è «avere un oggetto ingegnerizzato per la produzione entro la prossima primavera – dice Giuseppe – e poi decideremo quale opzione intraprendere: una produzione diretta, strada più complessa, oppure vendere il progetto ad un`azienda del settore».

Si dovrà anche capire il posizionamento (costo) del prodotto sul mercato, che dovrà essere competitivo rispetto al valore dell`insieme dei pedali che andrebbe a sostituire, ciascuno dei quali supera facilmente il valore di 200 euro. Intanto, «il nostro obiettivo – dicono i due inventori/musicisti – è concludere il prima possibile, ma col massimo livello di completezza, questo “gioco” che impegna interamente il nostro tempo libero». Poi sarà solo musica.

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(lo)