Quale orizzonte politico nel dopo-elezioni?
Mentre l’Europa plaude al pluralismo parlamentare scaturito dalle ultime consultazioni politiche, per Ankara si profilano anni di incertezza di governo se, come sembra, la composizione di una coalizione stabile risulta improbabile.
Con l’annunciato calo dei consensi per il partito islamista moderato Giustizia e Sviluppo (Akp) del presidente Recep Tayyip Erdoğan, si apre una stagione molto complessa per la stabilità politica in Turchia. Nonostante alle elezioni parlamentari del 7 giugno scorso si sia registrata un’altissima affluenza alle urne, che ha superato l’86%, Akp si è fermato al 41% dei voti e 258 seggi su 550 ( partiva dal risultato straordinario del 50% raggiunto alle elezioni parlamentari del 2011 ).
Con questi numeri, il partito del presidente e del premier Ahmet Davutoğlu non ha ottenuto la maggioranza dei 2/3 dei seggi (330 deputati) per approvare le annunciate e controverse riforme in senso presidenzialista, ma neppure la maggioranza relativa di 276 parlamentari per formare una maggioranza di governo.