Progettare cellule immunitarie migliori
Nuovi sviluppi della biologia di sintesi per creare cellule T governabili dai farmaci
di Emily Singer 20-05-10
Programmare un interruttore per il controllo molecolare nelle cellule immunitarie potrebbe migliorare il loro potenziale terapeutico. Scienziati della Caltech hanno dimostrato che l'inserimento di un meccanismo in RNA capace di abilitare e disabilitare una data funzione, sia su topi che su cellule T umane, permette loro di stimolarne ed interromperne la crescita cellulare a comando facendo uso di un dato farmaco. I ricercatori contano di riuscire ad applicare la tecnica nelle terapie incentrate sulle cellule T, attualmente in fase di test come forma terapeutica per tumori ed altre malattie. "Questo sistema ci dà la possibilità di controllare la funzionalità delle terapie a base cellulare," racconta Michael Jensen, direttore del programma pediatrico per il cancro del City of Hope, un centro di cura e ricerca con sede a Duarte, CA, tra gli autori della ricerca. Gli scienziati da tempo sperano di riuscire un giorno ad imbrigliare il potere del sistema immunitario per uccidere le cellule cancerogene, capaci di evitare d'essere da esso individuate. Un approccio prende il via dall'isolare le cellule T - un tipo di globulo bianco tra i responsabili della formulazione su misura della risposta del corpo ad agenti patogeni specifici - dal sangue del paziente, moltiplicarne il numero e iniettarle nuovamente nel paziente stesso. Grazie a progressi compiuti in campo di ingegneria e terapia genetica, i ricercatori sono ora in grado di modificare le cellule isolate perché siano più efficaci nell'aggressione contro il cancro. Ad esempio, un alto numero di terapie ora in fase di test su pazienti fa uso di cellule T programmate perché trasportino una molecola che permette loro di legare in maniera selettiva a cellule cancerogene. Questi trattamenti stano dando dei risultati positivi. Uno dei problemi riscontrati però è dato dal fatto che a differenza delle cellule T naturali, quelle sintetiche non sono in grado di riprodursi ed hanno una vita breve nel flusso sanguigno. Questo fatto limita la possibilità della cellula di coinvolgere nel processo altre componenti del sistema immunitario per eliminare il cancro. La somministrazione di un potenziatore del sistema immunitario chiamato interleukin 2 aumenta le capacità di riproduzione e sopravvivenza delle cellule T. Il trattamento è però pesante per i pazienti - prevede chemioterapia e radioterapia allo scopo di eliminare cellule T naturali, per potenziare l'interazione tra le cellule del sistema immunitario e le cellule modificate.