Perché un computer non può essere consapevole
Federico Faggin, “il fisico inventore del microprocessore”, in una recente autobiografia si sofferma non soltanto sulle sue straordinarie realizzazioni tecnologiche, ma anche su alcune più recenti riflessioni in merito alla possibilità di una ”scienza della coscienza”.
di Angelo Gallippi 16-08-19
Ci sono diversi motivi per considerare importante l’autobiografia atipica di Federico Faggin appena uscita in Italia (Silicio. Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza, Mondadori, 2019). Atipica per quelle che potrebbero sembrare clamorose omissioni e sono invece indizi della genuina modestia del fisico vicentino, come le otto lauree da prestigiose università italiane e straniere, i cospicui finanziamenti a decine di startup poi diventate imprese di successo, la generosa attività di promozione sociale e culturale dei giovani del Burundi (appena accennata nella didascalia di una foto). E dei venticinque brevetti ne sono citati solo alcuni. Faggin preferisce invece seguire due diverse linee narrative.