Per crescere in Europa, l'Italia deve puntare su cultura e innovazione
In una lectio magistralis tenuta all'Istituto Adriano Olivetti di Ancona, il governatore di Bankitalia spiega perché, per recuperare competitività, l'economia italiana debba puntare su cultura e spirito innovativo
Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, la quota dell'area dell'euro nel PIL mondiale, pari nel 2000 al 18 percento, a parità di potere d'acquisto, scenderà al 13 nel 2015. Nello stesso periodo la quota dei paesi emergenti asiatici raddoppierà, dal 15 al 29 percento: non tanto a causa della crescita della popolazione, quanto per l'aumento del PIL per abitante, che passerà, nel 2015, al 20 percento di quello dell'area dell'euro, dall'8 del 2000. è sufficiente questo dato per descrivere il mutamento radicale negli equilibri economici mondiali. La nostra economia ne risente più di altre. Essa manifesta da anni una incapacità a crescere a tassi sostenuti; l'ultima recessione ha fatto diminuire il PIL italiano di quasi 7 punti.