Nuovi impieghi per le smart card mediche
I sistemi sanitari unificati e le infrastrutture limitate aprono nuove opportunità agli innovatori di IT nel campo della medicina.
di Kenrick Vezina (TR) 22-07-11
La maggior parte dei paesi, Stati Uniti inclusi, non è dotata di sistemi di registro dei pazienti online integrati. Pazienti alla prima visita con un nuovo dottore devono compilare moduli cartacei sulla propria storia medica, moduli che con il tempo possono macchiarsi, divenire incompleti e difficili da raggiungere. Tutto questo sfocia nell'inefficienza del sistema dei registri medici, con il proprio costo economico, così come in errori medici, il cui costo si calcola in vite umane. Ricercatori ed imprenditori sperano di poter cambiare questo stato di cose dando a ciascun paziente una smart card capace di memorizzare la storia medica intera del soggetto. Questo approccio potrebbe risultare difficile da applicare negli Stati Uniti, a causa di dubbi sulla sicurezza e problemi di compatibilità, ma la tecnologia di per sé offre il potenziale per trasformare il sistema sanitario in paesi che fossero dotati un sistema sanitario unificato o dove mancassero alternative utili alla condivisione dei registri in altra maniera. Ricercatori del Regno Unito hanno sviluppato la carta MyCare, della misura approssimativa di una carta di credito, dotata di presa USB estraibile. Un secondo progetto, SmartCare, apparso per la prima volta in Zambia, ha da poco preso piede anche in Etiopia e Sud Africa dando ottima prova del potenziale di sistemi basati su smart-card in paesi dalle infrastrutture limitate. La carta MyCare è stata sviluppata presso la City University London; il relativo software invece, presso la Coventry University, disponibile open-source. Il fatto che chiunque possa scaricarlo e visualizzare il codice nonché contribuire al suo miglioramento ed alla sua espansione, offre molti vantaggi. Sviluppatori potrebbero creare nuovi software capaci di interfacciarsi con le informazioni sulla carta , per esempio per riconoscere automaticamente prescrizioni incompatibili ed allertare i farmacisti. La natura open-source del software potrebbe anche generare un incremento della sicurezza, essendo il softwre aperto ad analisi in caso di errori gravi. La sicurezza è fattore di fondamentale importanza nel caso di una carta di identità sanitaria, depositaria di informazioni private potenzialmente delicate. Ogni individuo teme la perdita dell'intera propria storia medica tanto quanto quella del portafogli. La carta MyCare si intende anche capace di interfacciarsi facilmente con un alto numero di computer e sistemi operativi. Piuttosto che richiedere un'installazione sul computer, il software della carta agisce direttamente dalla carta stessa. All'attuale stato di sviluppo, i dati depositati sulla carta sono sia minimamente criptati sia protetti da PIN. Secondo Panicos Kyriacou, a capo del progetto presso la City University London, con il procedere dello sviluppo della carta si avrà anche un miglioramento del livello di codificazione dei dati. Il fatto che i dati siano criptati offre a medici e pazienti un diverso livello di accesso alle informazioni. I pazienti possono aggiornare i dati personali, come ad esempio i nomi di parenti e contatti, ma il software permetterà solo ai professionisti sanitari la possibilità di modificare prescrizioni. A prescindere dal livello di flessibilità che la carta sarà in grado di raggiungere però, non sarà automaticamente capace di lavorare con il database di qualunque ospedale , i fornitori sanitari dovranno comunque cooperare per assicurare un livello di compatibilità. In GB, dove il finanziamento delle cure sanitarie da parte del governo è già la norma, i sistemi informativi sanitari sono già più standardizzati di quanto non siano negli USA, un fatto che potrebbe facilitare il varo di un sistema di registrazione dati universale. Il sistema basato su di una carta mal si adatta agli USA, secondo John Halamka, consigliere del Healthcare Information Technology Standards Panel e CIO sia presso la Harvard Medical School che il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston. "Abbiamo la tendenza a rendere un'impostazione a rete ed accesso mobile," spiega, "Portarci in giro una carta, abitudine comune in Europa, non appartiene alla nostra cultura." è più ottimista per quanto riguarda la principale alternativa alla soluzione di un registro medico elettronico basato su carta: la nube. Gli USA hanno bisogno di "Registri sanitari personali basati sul web in forma di nube, disponibili ovunque, in qualunque momento senza bisogno di una carta," dichiara. Una simile alternativa, in forma di network, potrebbe richiedere cambiamenti anche maggiori nei network sanitari già esistenti, ma ha forti possibilità di offrire ai medici un accesso migliore ad informazioni fondamentali relative al paziente. Gli sforzi impiegati negli USA per arrivare ad un sistema di registro sanitario elettronico, sia basato su di una carta che su di una nube, vengono complicati dalla competizione esistente tra gli ospedali per conquistare pazienti. Ciò significa che esiste un forte interesse a mantenere pazienti e loro registri esclusivamente nei propri network. Ad oggi, la GB ha investito 2.7 miliardi di sterline in un programma di sistema sanitario nazionale per IT, secondo un resoconto governativo del 18 maggio. Nel frattempo, negli USA, il congresso ha approvato forti incentivi in contanti a favore di un IT sanitario nel pacchetto di incentivazione del 2009, offrendo milioni ad ospedali che riuscissero a dimostrare un utilizzo 'significativo' di registri elettronici. Sistemi basati su Smart-card potrebbero essere ben adatti ad ambienti a basso livello tecnologico quali la campagna dello Zambia, dove il progetto SmartCare venne sviluppato con l'aiuto di Vikram Kumar, già riconosciuto innovatore TR100. Lo Zambia non ha le infrastrutture necessarie a supportare un sistema su base di network, ma una diffusione a macchie delle telecomunicazioni e la mancanza di fonti energetiche affidabili non possono compromettere informazioni conservate su carta. Il progetto SmartCare venne inizialmente sviluppato in associazione con il governo dello Zambia, dell'Etiopia e del Sud Africa. Per quanto riguarda la carta MyCare, Kyriacou confida molto nei concetti 'universali' sottostanti. La carta potrebbe, secondo lui, venire incontro al 'bisogno di controllare e possedere le proprie informazioni mediche'.