• A sinistra, le note sono introdotte graficamente come segmenti che ne indicano l’altezza e la durata. Sotto, in un’ottava esterna all’estensione dello strumento, vengono indicate le articolazioni (nell’esempio il Fa, il Sol e il Mi potrebbero indicare uno staccato, un marcato e un legato) secondo una codificazione per ora non standardizzata. A destra, le tre curve determinano rispettivamente l’espressione, la modulazione dinamica e il sustain della progressione melodica.
Nuove frontiere della tecnologia musicale 2. Un benchmark all’infinito
Dopo il primo articolo dedicato alla transizione tra i suoni artificiali e i suoni prelevati dalla realtà, il prof. Massimo Negrotti, docente di metodologia nella Università di Urbino e studioso delle relazioni tra naturale e artificiale, nonché musicologo e compositore, si sofferma in questo secondo articolo sul problema delle “librerie” di suoni.
di Massimo Negrotti 03-08-18
Pare che Marvin Minsky, uno dei pionieri dell’Intelligenza Artificiale, a proposito della difficoltà di scrivere programmi capaci di adattarsi all’estrema variabilità delle situazioni (per esempio in tema di common sense understanding) abbia rilevato con disappunto come il pericolo fosse quello di inseguire tale ricchezza per mezzo di decine di migliaia di routine ad hoc. Nonostante le migliorie indicate, anche nel caso del sampling ci si può chiedere fino a che punto si possa arrivare adottando la strategia dell’arricchimento crescente delle librerie con articolazioni, dinamiche e colori sempre più dettagliati e diversificati per rispondere alle infinite esigenze estetiche dell’esecutore o del compositore.