• Amdl Circle. Credito immagine OpenZone
Nasce Z-LIFE, nuova sede di Zambon all’interno del campus OpenZone
L’inaugurazione il giorno del 113° compleanno della multinazionale farmaceutica.
di OpenZone 30-11-19
Lunedì 11 novembre è stata inaugurata alle porte di Milano la nuova casa di Zambon: Z-LIFE. Un percorso di vita aziendale lungo 113 anni di tradizione e innovazione nella salute continua il suo viaggio verso il futuro.

All’evento sono intervenuti il Vice Presidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, gli architetti Michele De Lucchi e Carlo Ratti (in collegamento video), Roberto Cingolani, Chief Technology e Innovation Officer di Leonardo e Giuseppe Soda, Dean di SDA Bocconi, oltre ai padroni di casa Roberto Tascione, CEO di Zambon ed Elena Zambon, Presidente di Zambon e ideatrice di OpenZone.

Due architetti di fama internazionale, Michele De Lucchi e Carlo Ratti, hanno realizzato l’edificio partendo da tre obiettivi:
- Creare spazi per far star bene le persone, in modo che possano esprimere il meglio di sé e vincere sfide impensabili.
- Sviluppare una relazione positiva con l’ambiente e la natura, rispettandone l’equilibrio.
- Valorizzare un modo di lavorare all’insegna dell’innovazione aperta e della condivisione senza barriere, fondamentale nel settore della salute per raggiungere grandi traguardi a beneficio dei pazienti, anche grazie alle nuove tecnologie.

Non a caso Z-LIFE nasce all’interno di OpenZone, campus dedicato alla salute che ospita, oltre a Zambon, 25 organizzazioni, tra le quali imprese biotech, farmaceutiche e di terapie geniche avanzate di prim’ordine riconosciute a livello internazionale.
 
“Una delle grandi responsabilità di noi imprenditori è quella di creare le condizioni affinché le persone esprimano il meglio di sé, tirando fuori il proprio potenziale per vincere sfide impensabili – afferma Elena Zambon - Z-LIFE nasce all’interno di OpenZone per valorizzare il nostro modo di lavorare all’insegna dell’innovazione ‘aperta’, della condivisione senza barriere, per poter beneficiare di tutti i contributi possibili e trasformare idee e progetti in soluzioni concrete per i pazienti. Con Z-LIFE vogliamo continuare a dare respiro alla vivacità che rende Zambon una ‘startup’ di 113 anni”.

All'inaugurazione di Z-LIFE era presente Alessandro Ovi, direttore del MIT Technology Review Italia, che così riflette sulla portata dell'evento: "Ci sono convinzioni che nascono da lontano. Una abbastanza condivisa tra gli imprenditori che operano nelle 'Life Sciences' è l'idea secondo cui la ricerca di base non sia sempre il generatore di successi commerciali, ma che i successi commerciali siano i motori delle risorse che lanciano e fanno crescere la ricerca di base.

Nei quasi 15 anni passati in gioventù presso Roche, era diventato un racconto 'quasi simbolico' quello secondo cui i due grandi centri di Ricerca, uno a Nutley (Roche Institute of Molecular Biology) e l’altro a Basilea ( Roche Institute of Immunology), non avessero avuto alcun merito nella generazione dei ricavi delle Benzodiazepine (famiglia Valium, per intenderci), a cui si doveva la copertura dei loro alti costi.

In realtà, la chiusura recente di questi grandi centri, arricchiti dalla genialità di Nobel come Niels Jerne o brillanti scienziati come Sidney Pestka, definito 'padre dell’interferone', ha lasciato una traccia di cultura scientifica ambientale straordinaria, aiutata dalla bellezza architettonica del loro luogo di lavoro. Entrambi mi hanno ripetutamente detto: “Lavorare qui alla crescita della scienza è facile perché, guardandosi attorno, tutto è bello.”

Il risultato è che oggi Roche è la sola rimasta ad aver mantenuto la propria identità rispetto a Ciba-Geigy e Sandoz (fuse in Novartis). Ha una leadership indiscussa sul fronte dell'innovazione radicata nel Gene Editing, aiutata dalla acquisizione di Genentech (società californiana).

La cultura della ricerca non più 'fatta solo in casa', ma aperta a giovani innovatori e nascenti realtà industriali, in un ambiente che faciliti il fluire e lo scambio delle idee, è la carta vincente della nuova ricerca nel campo delle Life Sciences, come ha ben spiegato Elena Zambon con la sua rara fusione di grazia e convinzione imprenditoriale.

Avanti così Zambon. Avanti così."

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