Nanoparticelle attivate a distanza distruggono il cancro.
Delle nanoparticelle riscaldate a distanza tramite irraggiamento infrarosso potrebbero fornire una terapia altamente selettiva, non invasiva e senza controindicazioni serie per un'ampia gamma di tumori, anche inoperabili per via tradizionale.
di 29-03-07
Le terapie fondate sulle nanotecnologie inizieranno i test clinici nel 2007. Se i risultati preliminari osservati sugli animali si ripeteranno nelle prove su pazienti, questo tipo di terapia rivoluzionerà la cura del cancro. L'approccio nanotecnologico potrebbe ridurre o eliminare gli effetti collaterali della terapia, evitando di danneggiare i tessuti sani, sostituendo la chirurgia e la chemioterapia tradizionale con interventi non invasivi e permettendo di intervenire su tumori non operabili o resistenti alle terapie attuali. Uno di questi nuovi approcci funziona posizionando delle nanoparticelle ricoperte di oro, chiamate nanogusci, all'interno dei tumori. Quindi, le nanoparticelle sono irradiate con infrarossi e scaldate fino ad uccidere le cellule tumorali. Visto che le nanoparticelle diffondono la luce, potrebbero anche essere utilizzate per visualizzare i tumori. Mauro Ferrari, esperto di nanomedicina e professore di bioingegneria all'Università del Texas, dichiara: con la chemioterapia bombardiamo a tappeto il paziente, sperando di colpire le aree malate. La capacità di illuminare in modo selettivo solo le aree dove si desidera che i nanogusci si riscaldino è un enorme vantaggio.