Mangiare in funzione del proprio genoma
Secondo il nutrizionista Jose Ordovas, il nuovo settore della nutrigenomica comincia a produrre indicazioni per la dieta fondate sulle caratteristiche del DNA del singolo individuo.
di 15-04-07
Se sapessi di essere particolarmente soggetto alla possibilità di sviluppare malattie cardiache all'aumentare del peso, staresti più attento alla dieta? Quanto saresti disposto a pagare per sapere di essere uno dei fortunati che possono mangiare grassi a volontà, senza aumentare i rischi di malattie cardiache? Questo tipo di analisi sono l'obiettivo della nutrigenomica, che cerca di identificare i legami tra l'alimentazione e le malattie, sulla base del genoma dell'individuo in esame. Nonostante il settore sia ancora troppo giovane per poter offrire suggerimenti sulla dieta al consumatore medio, i ricercatori hanno trovato legami tra i geni, la dieta e le malattie cardiache. Jose Ordovas, direttore del Laboratorio per la Nutrizione e la Genomica alla Tufts University, ha passato anni a studiare il legame che sussiste tra il metabolismo dei grassi ingeriti ed il rischio di malattie cardiovascolari. Dall'analisi dei dati del Framingham Heart Study, una ricerca su larga scala che ha seguito lo stato di salute di circa 5000 persone dal 1948, Ordovas ed i suoi collaboratori hanno scoperto che certe varianti genetiche possono proteggere da malattie cardiovascolari indotte dalla dieta, altre possono invece aumentare i rischi. Ordovas ne parla con Technology Review.