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    L’universo in vibrazioni

    Il progetto californiano per far vivere un viaggio nello spazio a studenti ipoudenti

    di MIT Technology Review

    Molta parte dello studio dell’universo, delle sue origini e della sua evoluzione, è un’analisi di vibrazioni ed onde, che hanno ispirato arte, musica, ed ora il campo dell’educazione.

    Astronomi della University of California, Riverside, in collaborazione con la California School for the Deaf, Riverside, (CSDR), hanno realizzato un workshop for studenti sordi o ipoudenti da riprodurre in classi, musei, fiere ed altri eventi pubblici. Lo stage utilizza una piattaforma sonora che permette agli studenti di percepire le vibrazioni di razzi, stelle, galassie, persino delle ultime tracce del Big Bang.

    Responsabili del progetto sono Gillian Wilson, senior associate vice chancellor for research and economic development e professore di fisica ed astronomia alla UCR, e Mario De Leo-Winkler, direttore del National System of Researchers of Mexico, che dal 2015 collaborano alla realizzazione di programmi educativi sul tema astronomia.

    Circa 360 milioni di persone soffrono di perdita dell’udito. Chi progetta programmi educativi dedicati a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), spesso non prende in considerazione le necessità di studenti ipoudenti. Gli autori del progetto hanno scelto di dedicarlo all’astronomia per sfruttare le immagini mozzafiato che offre e la sua natura interdisciplinare.

    Grazie al loro progetto, gli studenti sono partiti dalla Terra, nel bel mezzo di una tempesta atmosferica, verso il sole, dove hanno vissuto l’esperienza di una tempesta solare. il viaggio ha poi raggiunto Giove, attraversato gli anelli di Saturno e raggiunto stelle di Alpha Centauri A e B. Gli studenti sono passati accanto alla Grande Nube di Magellano e sono incappati nell’esplosione di una supernova.
    Il viaggio è terminato con un’immersione nella radiazione cosmica di sottofondo, la radiazione avanzata dal Big Bang. Le variazioni di temperatura di queste radiazioni sono state tradurre in suoni perchè gli studenti potessero farne esperienza in forma di vibrazioni.
    Poichè gli individui ipoudenti hanno un senso del tatto più sviluppato, per il workshop siedono su di un pavimento capace di veicolare le vibrazioni dell’esperienza, mentre un video trasmette immagini ed informazioni con l’ausilio di un interprete del linguaggio dei segni ASL, American Sign Language.

    Il materiale utilizzato per realizzare il workshop L’Universo Vibrante è disponibile online ed una descrizione del workshop è stata pubblicta dal Journal of Science Education and Technology.

    De Leo-Winkler e Wilson stanno ora sviluppando un nuovo workshop sul tema “Odori dell’Universo.”

    (lo)

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