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    L’industria spaziale nel periodo del coronavirus

    La NASA, alcuni paesi e l’industria privata stanno trovando nuovi modi per portare avanti le loro attività da remoto, oltre a sfruttare le circostanze attuali per espandersi in nuovi settori.

    di Neel V. Patel

    Come altre industrie, lo spazio non è stato immune agli effetti della pandemia da covid-19. Le operazioni in tutto il mondo sono state rallentate o chiuse grazie ai lockdown imposti dai governi per fermare la diffusione del virus. Il recente  lancio  di astronauti a bordo del Crew Dragon per andare sulla Stazione Spaziale Internazionale da parte di SpaceX e della NASA è stato più un’eccezione che la regola.

    Ma l’attività dell’industria spaziale ha risposto alla crisi, trasformandosi. L’8 marzo, l’Ames Research Center della NASA in California è diventato il primo sito importante a stabilire politiche obbligatorie di telelavoro, dopo che uno dei suoi dipendenti è risultato positivo al covid-19. Il resto della NASA ha seguito l’esempio poco dopo. 

    Tutti i compiti che potevano essere svolti in remoto sono stati spostati al telelavoro, compresi la maggior parte dei tipi di missioni e progetti di ricerca in corso. Qualsiasi attività che doveva svolgersi sul posto, ma che poteva attendere, è stata interrotto. Persino i lavori sul James Webb Space Telescope, malgrado già in ritardo sulla tabella di marcia, sono stati sospesi.

    Solo i progetti considerati “missioni critiche” (quelli che dovevano rispettare un calendario rigoroso) sono stati esclusi dalle restrizioni sul telelavoro. Stiamo parlando del rover Mars 2020 (ora chiamato Perseverance) presso il laboratorio Jet Propulsion e il lancio di Crew Dragon di SpaceX Crew al Kennedy Space Center. 

    Le missioni su Marte vengono lanciate quando la Terra e il pianeta rosso sono più vicini, al fine di risparmiare sui costi di carburante ed energia. Questa finestra si apre circa ogni due anni, quindi Mars 2020 deve essere lanciato entro la fine dell’estate per arrivare su Marte nei tempi previsti. E per Crew Dragon, l’argomento era che allungare i tempi poteva aprire il rischio di lasciare la stazione spaziale sotto equipaggiata. 

    Il lavoro nelle clean room dell’agenzia in cui l’hardware viene costruito e testato ha un andamento simile al solito. Il personale indossa già regolarmente guanti e maschere, ma secondo le nuove linee guida, le maschere sono ora obbligatorie, così come le distanze di almeno un metro e mezzo tra le persone. Lo spazio è un settore dell’industria hardware, tuttavia. Non si può costruire e testare tutto in casa. 

    La missione del rover Curiosity della NASA viene seguita da casa. Le foto a sinistra sono state scattate il 20 marzo del 2020, il primo giorno di lavoro remoto del team. NASA / JPL-Caltech

    Il settore privato

    Anche nel settore privato dello spazio, il lockdown ha costretto i laboratori e gli impianti di hardware a chiudere, mettendo fine a attività come il lancio e la produzione. Alcune aziende hanno ceduto del tutto. A fine marzo, Bigelow Aerospaceha licenziato tutti i suoi dipendenti. L’azienda Internet via satellite OneWeb ha presentato istanza di fallimento, incolpando il coronavirus per la sua incapacità di raccogliere fondi.  

    Altre aziende, in particolare quelle più piccole, hanno fatto una pausa nel tentativo di attendere fino a quando le economie non ripartiranno. A marzo, Rocket Lab ha rinviato le operazioni di lancio, ma prevede di riprendere entro metà giugno. Il lavoro di Relativity Space nello sviluppo di un razzo stampato in 3D è stato rallentato (anche se non fermato) dalla pandemia (lo Stennis Space Center della NASA, su cui si basava il programma del motore a razzo dell’azienda, è stato quasi sempre chiuso). L’azienda ha comunque dichiarato alla CNBC che non ha in programma licenziamenti e che è operativa a tutti gli effetti.

    Altre aziende hanno subito poche interruzioni. Sebbene il rivale OneWeb sia defunto, SpaceX ha ora lanciato in orbita 482 satelliti Starlink per la sua costellazione di Internet via satellite e continua a lavorare sui test di Starship. Virgin Orbit ha tentato il suo primo volo di prova nello spazio un paio di settimane fa. 

    Ciò che ha tenuto in gran parte in vita l’industria sono i contratti governativi, aggiudicati dalla NASA e dal Dipartimento della Difesa, che fino a oggi non sono venuti meno. Alla fine di aprile, la NASA ha selezionato tre aziende per sviluppare sistemi di lander lunari per il programma Artemis

    Nel corso di questa settimana, sceglierà l’azienda che lancerà la missione rover VIPER sulla luna per la ricerca di acqua. L’agenzia ha anche appena assegnato un contratto a Northrop Grumman per sviluppare un modulo abitativo per la stazione orbitante Gateway Lunar

    Parte del gruppo di ingegneri che ha sviluppato il prototipo del nuovo ventilatore per il coronavirus al Jet Propulsion Lab della NASA, a Pasadena, in California. NASA / JPL-Caltech

    I nuovi progetti

    Durante la pandemia, molti ingegneri spaziali hanno riorientato i loro sforzi verso progetti più direttamente associati al coronavirus. Alla JPL, gli ingegneri della NASA hanno sviluppato un nuovo tipo di ventilatore che potrebbe essere prodotto rapidamente. Il design è concesso in licenza ai produttori interessati, a oggi ben otto. Anche Virgin Orbit ha sviluppato un suo ventilatoreBlue Origin e Boeing stanno fabbricando protezioni per il viso e altri dispositivi di salvaguardia individuale per gli operatori sanitari. 

    Altre aziende hanno ricevuto numerose richieste. Maxar e Planet, che gestiscono una flotta di satelliti per l’osservazione della Terra, hanno visto crescere la domanda per i dati raccolti, poiché aiutano a tracciare le tendenze globali e regionali nelle attività umane e naturali. Società di telecomunicazioni come Intelsat e Hughes hanno rilasciato dichiarazioni in cui affermano che stanno lavorando per espandere le loro capacità di rete satellitare per supportare infrastrutture essenziali, gestire aule remote e mantenere online ospedali e cliniche.

    L’uso della telemedicina è aumentato durante la pandemia, inducendo l’Agenzia spaziale europea a pensare di proporsi come un “broker onesto” che aiuta a fornire supervisione e linee guida alle compagnie satellitari che vogliono espandere direttamente i servizi di telemedicina. L’ESA ha tenuto un simposio in Italia il mese scorso per discutere di questi temi. 

    Il ritorno alla normalità

    Con gran parte degli Stati Uniti e di altre parti del mondo che iniziano a riaprire le loro economie, l’industria spaziale non vede l’ora di tornare alla normalità, o almeno a una versione che vi si avvicini. Mars 2020 verrà lanciato il 17 luglio. La NASA e Northrop Grumman stanno cercando di riportare in pista lo sviluppo del telescopio James Webb, sebbene una data di lancio debba ancora essere decisa. 

    Circa un mese fa, si è ripreso limitatamente a lavorare allo sviluppo del primo stadio di volo dello Space Launch System, il nuovo razzo della NASA che dovrebbe mandare le persone sulla luna. I lavori sulle diverse parti del razzo che porterà gli astronauti sul nostro satellite nel 2024 dovrebbero ricominciare tra qualche settimana. La NASA prevede di lanciare SLS alla fine del 2021.

    (rp)

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