• Stagni di separazine per il litio, Purmamarca Argentina. Pixabay

Limitare l'impatto dei materiali tecnologici sull'ambiente

Ricercatori della University of Exeter hanno dimostrato come una valutazione dettagliata "dalla culla alla tomba" all'inizio di nuove esplorazioni minerarie di metalli possa mitigare notevolmente gli impatti ambientali negativi.

di Lisa Ovi 01-10-21
Adottato dalla Commissione Europea nel marzo 2020, il nuovo piano d'azione per l'economia circolare (CEAP) rappresenta uno dei principali elementi costitutivi del Green Deal europeo, la nuova agenda per la crescita sostenibile. Con l'obiettivo di di ridurre la pressione sulle risorse naturali, difendere la biodiversità, creare crescita sostenibile e posti di lavoro, la transizione ad un'economia circolare è fondamentale al conseguimento della neutralità climatica fissata dall'UE per il 2050.

Si definisce economia circolare un sistema economico capace di rigenerare da solo in maniera ecosostenibile. All'interno di un'economia circolare, vengono riconosciuti due flussi di materiali indipendenti: materiali biologici reintegrabili nella biosfera, e materiali tecnici, destinati ad essere rivalorizzati, in una gestione dei rifiuti ecologicamente corretta che recupera i materiali secondari in essi contenuti.

In quest'ottica, diventa fondamentale pianificare il futuro di ogni componente di ciascun prodotto. Prende il nome di 'analisi del ciclo di vita' o LCA (dall'inglese Life Cycle Assessment) il metodo strutturato e standardizzato a livello internazionale che permette di quantificare i potenziali impatti di a un bene o servizio sull'ambiente e sulla salute umana. In fase di design, una LCA prenderà in considerazione l'intero ciclo di vita del prodotto a partire dall’acquisizione delle materie prime sino alla gestione al termine della vita utile includendo fasi di fabbricazione, distribuzione, alimentazione e utilizzo. Questo approccio viene definito 'dalla culla alla tomba', ovvero 'cradle to grave'.

L'acquisizione di materie prime e metalli tecnologici sostenibili e rispettosi dell'ambiente è dunque il primo passo nella realizzazione di prodotti che possano appartenere a pieno diritto ad un'economia circolare. In particolare, si potrebbe dire importante nel caso di quei minerali di terre rare come litio, colbalto, grafite, e altri  indispensabili alla produzione di batterie per auto elettriche, turbine e pannelli solari.

Ora, un gruppo di ricercatori della University of Exeter, Minviro, del British Geological Survey e della Circular Economy Solutions Unit ha dimostrato i vantaggi di migliorare le tecniche di estrazione "verdi" utilizzando una LCA che integri considerazioni sulla geologia, la mineralogia e la "geometallurgia" per identificare potenziali "punti caldi" prima dell'inizio di nuove operazioni di estrazione. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista Nature Review.

Il nuovo approccio permetterà ai geologi di selezionare potenziali obiettivi d'esplorazione che si prestano naturalmente a ridurre gli impatti ambientali, con il risultato di trovare i migliori depositi di metallo con il minor potenziale di disturbo naturale.

Comprendere gli impatti ambientali delle tecnologie emergenti durante il loro intero ciclo di vita è fondamentale per garantire che siano veramente strumenti sostenibili della decarbonizzazione, non la miccia di nuovi disastri ecologici.

(lo)