Le città intelligenti si attrezzano per mettere in rete gli oggetti
OrbiWise, la pluripremiata start up con sede a Ginevra, ha introdotto, fin dal 2014, una sua architettura di rete per l’Internet delle cose. Intervista a Domenico Arpaia, co-fondatore.
Provate a immaginare una rete radio diffusa in tutta la pianura Padana, da Milano a Vicenza a Bologna. Una rete simile a quella cellulare di oggi, ma con singole aree di copertura ben più ampie, fino a quindici chilometri di raggio. Una rete connessa a Internet, ma non per accedere al web o alla posta elettronica. Riservata non alle persone ma alle cose. Per esempio, a miriadi di sensori sul territorio. Per la misura della qualità dell’aria, per l’irrigazione e l’agricoltura, per mappare i parcheggi disponibili, per ottimizzare la raccolta dei rifiuti, per le tele letture dei contatori di gas, elettricità e acqua. E tanti altri servizi ancora da inventare.