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    La privacy violata

    Google arruola persone nel mondo per ascoltare alcune delle conversazioni che gli utenti hanno con l’assistente vocale del gruppo.

    di Charlotte Jee

    Questa settimana, l’emittente pubblica belga VRT NWS ha rivelato che sono trapelate migliaia di clip audio registrate da Google Assistant, un assistente virtuale di IA incorporato nei dispositivi aziendali, compreso Google Home, l’assistente per la casa con controllo vocale.

    Queste conversazioni sono state condivise da un dipendente di Google pagato per trascrivere le registrazioni come parte del lavoro per migliorare l’accuratezza del software.

    Le clip includono dati decisamente personali, inclusi gli indirizzi degli utenti, le informazioni sulla loro vita sentimentale e anche la richiesta di aiuto di una donna che sembrava in difficoltà.

    Molti file sono stati registrati accidentalmente, perché lo speaker aveva erroneamente compreso la parola che attiva il comando. Come si è già visto nell’articolo dello scorso aprile, Amazon ha lo stesso comportamento con le clip di Alexa.

    In un post sul blog ufficiale, Google ha dichiarato che solo lo 0,2 per cento di tutte le registrazioni è stato trascritto e che gli utenti hanno la possibilità di impedire a Google di archiviare i propri dati audio.

    Considerando che Google non informa gli utenti che delle persone riesaminano le registrazioni in questo modo, e non chiede il loro esplicito consenso per autorizzare questa procedura, è del tutto possibile che ci sia un’infrazione delle norme sulla protezione dei dati dell’UE.

    Foto: Flickr

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