• L'immagine del buco nero supermassiccio di M87, raffigurante le linee di luce polarizzata che circondano l'orizzonte degli eventi. Event Horizon Telescope

La prima immagine dei campi magnetici attorno a un buco nero

L'Event Horizon Telescope ha reso più nitida l'immagine storica che ha rilasciato nel 2019 dell'enorme oggetto al centro di una galassia lontana.

di Neel V. Patel 25-03-21
Gli astronomi hanno rilasciato una nuova immagine del buco nero supermassiccio al centro della galassia M87, ancora più nitida rispetto a un'immagine storica del 2019, che mostra la luce polarizzata delimitante le linee del campo magnetico dell’ammasso di energia. 

L'Event Horizon Telescope è entrato nella storia il 10 aprile 2019, quando ha rilasciato la prima immagine assoluta di un buco nero. Il cerchio arancione brillante, situato a 53 milioni di anni luce di distanza, è stato ripreso da otto radio-osservatori in quattro continenti separati. La loro risoluzione combinata è stata in grado di sbirciare fino al centro di M87 e intravedere la luce incandescente del gas ultra-caldo e della polvere che turbinano attorno all'orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio (il punto di non ritorno, dove si trova la gravità del buco nero così potente che nessuna luce o materia può sfuggire alle sue grinfie). 

In un paio di nuovi studi pubblicati sull’”Astrophysical Journal”, gli astronomi sono risaliti all'archivio dei dati che hanno portato alla prima immagine e hanno analizzato il movimento della luce polarizzata attorno all'oggetto. Le onde luminose normalmente oscillano avanti e indietro, in molte direzioni diverse. Ma queste onde possono diventare polarizzate dai campi magnetici e quell'oscillazione si limita a un singolo piano lineare. Questa luce traccia efficacemente le linee del campo magnetico del buco nero, creando una visuale più nitida rispetto alla ciambella sfocata mostrata nel 2019. 

La differenza è importante perché i campi magnetici determinano il modo in cui la materia intorno al buco nero si muove e vortica, il che può influenzare le abitudini "alimentari" e l'evoluzione di un buco nero. Studiando come questi campi magnetici funzionano e cambiano nel tempo, gli scienziati possono capire meglio come si comporta il materiale in accrescimento attorno al buco nero e come viene influenzato, il che può inevitabilmente aiutarci a dirci di più su come si formano i buchi neri supermassicci e su come crescono. 

(rp)