La bancarotta di Peabody Energy mostra i limiti del “carbone pulito”
Gli investimenti in tecnologie per la cattura e il sequestro di anidride carbonica sono stati prevalentemente inutili.
di Richard Martin 15-04-16
Dopo un lungo declino di prezzi e domanda di carbone negli Stati Uniti, Peabody Energy, il più grande produttore privato di carbone, ha avviato l’istanza per la dichiarazione di fallimento. Quando due anni fa avevo incontrato il CEO Greg Boyce (oggi presidente esecutivo) nel suo ufficio a St. Louis, la società stava entusiasticamente avventurandosi nello sviluppo di due strategie che avrebbero dovuto favorirne il futuro: l’invio di carbone in Cina e la costruzione delle cosiddette centrali a “carbone pulito”.