L'Europa e la battaglia del gas
Ogni anno sulla Terra consumiamo più di 24 PWh di elettricità. Questa montagna di energia la ricaviamo ancora per i due terzi dai combustibili fossili (carbone, gas, petrolio), per il 10% dal nucleare e per il 23% da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, biocarburanti, solare, geotermico). Per questo è quanto mai urgente investire a livello europeo nella de-carbonizzazione della generazione elettrica, sfruttando il “ponte” del gas.
di Eniday Staff 04-01-18
In particolare da carbone, gas e petrolio deriva rispettivamente il 40,8%, 21,6% e 4,3% della produzione totale di elettricità. In tutti e tre i casi (carbone, gas, petrolio), il combustibile fossile solido, liquido o gassoso viene bruciato e trasformato in calore. Altra cosa importante da sapere è che i combustibili fossili non sono sostanze pure ma contengono quantità variabili di altri elementi e composti che si trasformano in polveri, fumi o gas quando bruciati. Lo stesso processo di combustione può produrre composti tossici. Il carbone è un combustibile particolarmente sporco rispetto agli altri già in fase di estrazione. L’inquinamento prodotto dalle prospezioni, dalle perforazioni e dall’estrazione di petrolio e gas impatta molto meno sull’ambiente rispetto alle miniere a cielo aperto o sotterranee necessarie per estrarre il carbone. Inoltre, tutti i combustibili fossili bruciano ossidando il carbonio e producendo anidride carbonica. Mentre le varie forme di carbone producono da 350 a oltre 400 grammi di CO2 per kWh, l’olio combustibile produce emissioni fra i 240 e i 260 g/kWh e infine il gas naturale si ferma a soli 200 g/kWh.